// tutti i diritti riservati ™ Alphabet City S.r.l.
E-MAIL
REGISTRATI ALLA NEWSLETTER
.Home .Visioni .Suoni .Letture .Lifestyle
RSS
23 maggio 2012  



  • Letture - Fumetti - Interviste
  • Napoli Comicon 2010 - Intervista ad Alino
di Andrea Grieco


L'organizzatore della kermesse dedicata alla nona arte più grande in Italia ci racconta l'edizione "Nero"

Napoli Comicon 2010 - Black

L'edizione 2010 del Napoli Comicon riserva esaltanti sorprese per ogni estimatore dell'arte sequenziale e di tutto ciò che, specialmente negli ultimi anni, si è originato e sviluppato a partire dalle pagine con i balloon, e di cui la kermesse partenopea può vantarsi di essere stata da subito catalizzatrice e promotrice. Assieme ad Alino, organizzatore storico del Comicon, cerchiamo di orientarci nella sempre più ricca proposta di mostre, iniziative e collaborazioni in cui l'evento si articola.

Come ogni anno il Napoli Comicon si presenta con notevoli cambiamenti: partiamo da quelli organizzativi, che sembrano particolarmente rilevanti.
Tutto nasce dall'ovvia considerazione che il Salone è cresciuto molto, sia per quanto concerne l'affluenza di pubblico che degli espositori, e dunque si è reso necessario preoccuparsi anche di “sicurezza”. L’anno scorso, infatti, ci furono dei problemi legati all’enorme afflusso del sabato 25 aprile, per cui dovemmo chiudere biglietteria e cancelli per qualche ora; problemi legati alla crescita, con esiti sostanzialmente positivi, a parte le tante persone che rimasero fuori, naturalmente! Era ovvio dunque che quest’anno fossimo spinti verso scelte radicali; a questo si è aggiunto anche la non disponibilità del Carcere Alto, la palazzina del Castello che ospitava le mostre, a farci predisporre un cambiamento. La scelta “logica” e da molti sostenuta, era di spostare tutto in una sede più grande e comoda. Ma siamo delle “cape toste”, e per noi Castel Sant’Elmo è parte integrante del progetto Comicon, molta dell’atmosfera e della bellezza del Festival risiede nelle mura tufacee del maniero, negli occhi strabuzzati di autori e operatori che arrivano qui per la prima volta, nel contrasto solo apparente tra la solennità del luogo e lo sciamare impazzito dei nostri ventimila e più visitatori. Eppure un allargamento ci voleva, abbiamo scelto così di “riunire per dividere”, ovvero abbiamo fatto “tornare” il Gamecom, il festival gemello dedicato a giochi e videogiochi, nel weekend di Comicon, potendo così allestire un’intera area della Mostra d’Oltremare, sede nella quale hanno poi trovato posto alcune sezioni merceologiche, nonché i grandi distributori, alcune librerie e pezzi di eventi ed attività come i concerti, il Cosplay challenge, i tornei, e persino il riuscito settore dei GDR e rievocazioni storiche (che però in parte avranno luogo anche al Castello, per ovvia assonanza “storica”)
A Castel Sant’Elmo resta il Fumetto, in tutte le sue declinazioni: mostre, artisti, incontri, proiezioni, premiazioni, editori, collezionisti, scuole. Certo l’aspetto logistico non era da sottovalutare, e crediamo di aver trovato una buona soluzione, ma solo l'esito finale ci potrà confermare la bontà delle scelte.

Questa del 2010 è l'edizione dedicata al “Black”, e il nero, si sa, ha una connotazione prevalentemente perturbante. In quali maniere avete deciso di sondare le declinazioni di questo colore nel fumetto?
Non era facile scegliere i temi afferenti al nero proprio per la vastità delle sue valenze, delle metafore, e anche dell’utilizzo che di questo colore si fa in seno al linguaggio sequenziale, che è quasi come dire che il nero sia il Fumetto stesso; infatti è stato difficile resistere alla tentazione di individuare autori e tematiche solo per il fatto che si esprimessero in “bianconero”. Eppure molte delle proposte andavano in quella direzione: “Dai facciamo quell’autore, disegna molto con il nero!”, era il tenore delle consultazioni. Ma noi volevamo uscire da questo circuito, cercando soprattutto temi “neri” al di là del tratto. Eccoci dunque giunti al nero inteso come morte, cronaca, horror, ma anche noir, humour, satira, fino allo sconfinamento nel sociale e politico con la figura dell’Uomo Nero inteso in molte sue accezioni. Comunque, quasi contraddicendo quello che ho appena detto, la mostra principale è devota a un aspetto solo formale, tecnico quasi, incentrata su un ospite di cui siamo particolarmente fieri, Gilbert Hernandez, autore dal segno estremamente contrastato. Poi abbiamo scelto autori contemporanei che rappresentassentino diversi paesi o regioni, e tutti accomunati daal'utilizzo di un bianco e nero netto, senza grigi, tratteggi o sfumature. Non è stato facilissimo, ma il risultato è l’ennesima galleria di grandi maestri, da McKean a Baudoin, da Palumbo al giapponese Hino, affiancati da una galleria di maestri del passato come Mckay, Caniff, Kirby, artisti che il bianconero lo usavano, come dire, per necessità!
'effige del Napoli Comicon 2010 realizzata da Jim Lee
Raccontaci la genesi della nuova immagine che fa da logo per questa edizione...
Forte vero? E nemmeno così riconoscibile in quanto tratto stilistico dell’autore che la ha realizzata, Jim Lee. Ma a noi va bene così, non chiediamo a nessuno di concepire un'immagine manieristica o stereotipata solo per poter dire che abbiamo la grande firma, e crediamo realmente che Lee sia un artista in grado di rappresentare il Nero. Certo da lui tutti, e anche noi, ci saremmo aspettati un Batman o un supereroe cupo e dark, ma viste le connotazioni culturali che avevamo fatto del nero, ha invece optato per l'immagine di una bomba sexy, con riferimenti pulp ai fumetti neri, ma proiettata in un cerchio nero davvero accattivante; ti posso assicurare che per strada ci si gira a guardarla! E inoltre è incredibile tecnicamente: se ingrandisci l’immagine ti accorgi di come è semplicemente composta da una miriade di tratti neri rapidissimi ma accurati, una vera perla per gli appassionati.

Uno dei fiori all'occhiello del Napoli Comicon sono le mostre...
Nell’introduzione alla nuova edizione della vita del Che fatta dai Breccia e da Oesterheld, edita da Rizzoli, Goffredo Fofi qualche anno fa scriveva: “…nel segno del nero, di cui Breccia era mestro, in un percorso pedagogico interno al Fumetto, che porta da Breccia a Munoz, a Stefano Ricci, a Andrea Bruno, in un crescendo di sperimentazione e sapienza tecnica”. Ecco, basti pensare che noi questi nomi ce li abbiamo tutti in mostra! Una stupenda personale di Andrea Bruno, alla Galleria HDE, con l’aiuto della Galleria Miomao, oltre quaranta tavole originali di Spirit di Eisner, due collettive di autori che hanno fatto la storia del fumetto d’autore in Italia, sia nella collettiva di Black, la rivista di Coconino, sia nella neonata rivista Giuda di Gianluca Costantini, e poi un tuffo nel passato dei fumetti Neri italiani, dalle tavole del primo Diabolik alle copertine di improbabili albetti come Maghella e Oltretomba, passando per le prime prove “popolari” di autori come Magnus e Manara, altro ospite del Salone. Poi c'è la mostra del progetto Nero Napoletano, con cui la Scuola di Comix ha quasi “censito” la scuola campana, in una storia noir e pulp scritta da Sergio Brancato e disegnata da cinquanta e più autori, cimentatisi con due pagine a testa. Tornando a Fofi, rimarcherei la mostra dedicata ai Breccia, padre e figlio, che si tiene al Cervantes, con quelle tavole meravigliose di uno dei massimi cantori del “Nero”.

Sempre più numerose sono le collaborazioni con Enti e Strutture che in diversa maniera aversano il panorama culturale e creativo culturale; ci puoi parlare nel dettaglio, ad esempio, dell'iniziativa che vede riunito il Comicon col MADRE?
È ormai quasi una collaborazione continua fra noi e il MADRE, un museo meraviglioso aperto alle novità; il progetto Urban Superstar Show vede coinvolto soprattutto il curatore David Vecchiato aka Diavù impegnato in un lungo percorso che consta di diverse tappe, la prima delle quali è rappresentata appunto dal Comicon, con una mostra dal titolo Back in Black che ospita fior di autori, dalle nuove avanguardie dell’arte contemporanea, passando per i maestri (anche moderni, come Clowes, Burns, Pazienza) che hanno potuto inspirare, dal loro ambito fumettistico, l’arte contemporanea attuale.

Hai notato la sovrapposizione tecnico-stilistica di molta arte contemporanea con quella del fumetto e dell'animazione?
Certo, ed è interessante notare come proprio noi siamo legati sempre più ai musei di arte contemporanea che solo diversi anni fa ci avrebbero snobbato allegramente. La mostra intitolata Audace Bonelli al PAN, museo d’arte moderna di Napoli, spesso rimproverato per il suo elitarismo, crediamo abbia contribuito a dare un senso al concetto di “arte popolare”, e che sia stata anche l'esempio di come si possa fare una mostra “rigorosa”, in temini artistici e museali, anche parlando di Tex e Dylan Dog.

Terminata la serie dei colori, quali saranno gli spunti per il prossimo futuro e dove è rivolto lo sguardo di questa iniziativa sempre più ricca e vivace?
Su questo punto, ahimè, devo mantenere un certo riserbo! Abbiamo infatti deciso di annunciare i prossimi temi direttamente al Salone; come anticipazione posso dire che sarà una triennalità, tanto “astratta” nell’enunciazione quanto concreta nell’attuazione, con caratteristica specifica la flessibilità, in modo da poter includere più che escludere, ma al comtempo un'idea forte che porti alla completa affermazione della Nona Arte come linguaggio a sè stante, e non solo come genere.


Commenti (0)

Inserisci il tuo commento

Immagine con il codice di verifica