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  • The Joker Blogs: Perché così seri?
di Pierpaolo Festa


Dopo la straordinaria performance di Heath Ledger, un fan raccoglie l’eredità del villain di Gotham e porta la sua follia in una webseries su Youtube

The Joker Blogs

“Ci sono tre tipi di persone al mondo. Gli ottimisti che vedono il bicchiere mezzo pieno; i pessimisti che lo vedono mezzo vuoto. E poi ci sono i paranoci, che pensano che qualcuno stia bevendo dal loro bicchiere. A me, invece, piace frantumarlo il bicchiere…”.

Sappiamo che ha un grande sense of humour, una caratteristica che arriva al suo meglio quando riesce a liberare la sua furia omicida. Ma la vera domanda a cui tutti cercano di dare una risposta è: qual è l’identità del paziente 4479? Non ha alcuna importanza, dal momento che la sua fama e ciò che rappresenta sono un fatto che va ben oltre il suo nome. Lui è un agente del caos, l’unica cosa che ritiene onesta in questo mondo folle. Ed è così che, dopo una storica campagna virale su internet creata dalla Warner Bros. e la magistrale interpretazione di Heath Ledger (che ci manca ogni giorno di più), il Joker è vivo, pronto a lasciarsi alle spalle il mondo dello showbusiness e prendere vita in quello reale. A raccogliere l'eredità del personaggio interpretato dall'attore australiano ci hanno provato in tanti, ma soltanto uno sembra esserci riuscito.
The Joker Blogs nasce come esperimento di un fan, una specie di spoof de Il cavaliere oscuro che rischiava di passare inosservato. Non è accaduto, anche grazie ad una storyline curiosa e avvincente che va a collocarsi idealmente tra il finale del film di Nolan e un terzo futuro episodio della nuova franchise. Ricalcata interamente sulla performance di Ledger (l’attore protagonista Scott McClure lo copia perfino nella mimica e nei toni), la serie si apre all’interno dell’Arkham Asylum, dove al paziente 4479 è bastato staccare a morsi il dito di una delle guardie per convincere l’intero personale a fornirgli il make-up necessario per trasformarsi nel Joker. Nel corso della prima stagione (composta da nove episodi della durata media di sette minuti) assistiamo ad alcune sedute psichiatriche all’interno della sua cella. Lo staff del manicomio è chiaramente intimorito da lui e lo spettatore non è da meno, perché si intuisce che da un momento all’altro la sua ironia si trasformerà in mostruosità. Eppure i realizzatori si prendono il tempo necessario per sviluppare ulteriormente il personaggio. Quando le porte del manicomio vengono spalancate a pistolettate, è proprio il protagonista a prendere la videocamera in mano o affidarla ai suoi scagnozzi, riportando il caos per le strade di Gotham City. E intanto la qualità del prodotto cresce ulteriormente, grazie ad uno stile visivo che ricorda Cloverfield, con tanto di effetti speciali digitali e scene che includono un inaspettato tasso di spettacolo.
Episodio dopo episodio il tono si fa sempre più interessante e la tensione sale, perché Joker uccide la gente senza esitare e ci è concesso guardare mentre lo fa. A tratti la sua follia sconfina anche nell’horror: la sequenza in cui prende in ostaggio una famiglia nella notte del Ringraziamento ci ricorda le torture di Non aprite quella porta.
The Joker Blogs presenta inoltre una continuazione ideale del setting della Gotham di Nolan, con l’uso costante di paesaggi di periferia, zone desolate e aree dove non è il caso perdersi. Tuttavia è proprio l’uso delle musiche la nota stonata della serie: improvvisamente i realizzatori decidono di riciclare la soundtrack della saga cinematografica, una scelta che non combacia con lo stile realistico dei found footage movies.
Non mancano, però, citazioni dal mondo fumettistico di Batman, con brevi apparizioni di Jack Ryder (alias The Creeper) e Pamela Isley (Poison Ivy) nel finale della seconda stagione. Tra i pazienti di Arkham c’è anche lo Spaventapasseri e naturalmente, prima dello scadere della seconda stagione, vedrete anche il Cavaliere Oscuro in persona, pronto a pentirsi di aver lasciato in vita la sua nemesi.
La serie, attualmente in corso (con episodi che vengono uploadati su Youtube circa una volta al mese), è già composta da diciassette puntate, più qualche video extra lanciato online in occasione di eventi come San Valentino o del Pesce d’aprile. Vi mostriamo il primo episodio:








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