Dopo Breakfast on Pluto, l’attore irlandese torna en travesti in questo oscuro thriller dell’anima, al fianco di Ellen Page e Susan Sarandon
Clark Kent e Superman, il Dottor Jekyll e Mr. Hyde e, soprattutto, Norman Bates e sua madre. È proprio il doppio il punto di partenza di Peacock e di una cosa siamo certi: una volta che scorreranno i titoli di coda, non potrete negare che Cillian Murphy ha aggiunto un’altra notevole performance alla sua filmografia. Con quei tratti angelici scolpiti sul volto, si è dimostrato perfetto nel dare vita a personaggi caratterizzati da purezza, provando a mettere quella sua caratteristica anche al servizio di un lato dark sviscerato nei due film di Batman firmati da Nolan o nel thriller Red Eye.
E in Peacock, pellicola appena distribuita oltreoceano in DVD, abbiamo due Cillian al prezzo di uno: al mattino è John, timido impiegato di banca che conduce una vita solitaria in un villaggio del Nebraska negli anni ’50 (il cui nome dà il titolo al film). Tornato a casa, una volta calata l’oscurità, John indossa i vestiti che un tempo erano della madre e si trasforma in Emma. Nei panni della donna si sente perfettamente a suo agio, rievocando (e cercando di tenere a bada) i demoni del passato ereditati dalla figura materna, le cui sevizie e i cui soprusi sono ancora presenti nel suo cuore e nella sua mente. Quando un incidente gli scombussolerà la realtà, le due identità si sbilanceranno e si faranno battaglia per prevalere ciascuna sull’altra, a costo di manipolare anche i destini degli altri abitanti del villaggio, quei pochi sfortunati che si avventureranno all’interno della sua abitazione.
Il regista esordiente Michael Lander fa un’unica richiesta a chi guarda: accettare il fatto che i cittadini di Peacock scambieranno Emma per la moglie di John. A quel punto si potranno affrontare le atmosfere scabrose e paradossalmente affascinanti del film. Spacciata come horror su un uomo la cui follia è pronta ad esplodere, la pellicola è piuttosto un viaggio senza uscita nell’anima oscura del protagonista, viaggio in cui vengono trattati temi scottanti come l’abuso sessuale e tanti altri “piccoli atti d’amore materno”. Peacock è ambientato in una piccola cittadina dalle atmosfere surreali, dove nulla è quel che sembra, con personaggi delineati in modo da ricordare quelli di Twin Peaks, e naturalmente è inevitabile il paragone con lo Psycho di Hitchcock. Ma questa volta sarà proprio lo psicopatico a trovarsi sotto la doccia e sarà lui stesso la vittima principale.
Calpestare le stesse orme di Norman Bates poteva facilmente dare vita ad un film parodistico e inutile, eppure l’approccio del regista riesce ad essere cinematograficamente efficace e, allo stesso tempo, vicino a tematiche realistiche. E sebbene la performance di Murphy eclissi tutte le altre interpretazioni, il resto del cast è un ulteriore supporto alla storia. Ellen Page interpreta la prostituta del villaggio che ha avuto un figlio dal protagonista, Susan Sarandon è la moglie del sindaco pronta a ficcare il naso nella vita di John e stringere amicizia con Emma. E teniamo d’occhio anche Bill Pullman, la cui presenza in un film non guasta mai.
In un momento cinematografico in cui tutti puntano senza alcun rischio su franchise e remake, ecco un film capace di dire “no” ai meccanismi degli Studio e sviluppare una storia anticonvenzionale e piena di sorprese. Una pellicola che non ha un percorso narrativo determinato, pronta a travolgere e spiazzare chi sta a guardare, provocando un senso di smarrimento nell'oscurità. È un gran peccato che la Lionsgate abbia optato per un’uscita direct to video. Ma nella fabbrica del cinema USA, si sa, è proprio il coraggio l’elemento che scarseggia. Il DVD, disponibile in formato Regione 1, include ottimi extra: è possibile vedere un making of di una ventina di minuti, alcune prove di Cillian Murphy sul set e una serie di sequenze tagliate, incluso un finale alternativo più ambiguo dell’originale.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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