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  • Il Codice d’Errico. Intervista a Camilla d'Errico
di Andrea Grieco


Per la seconda volta Alphabet City incontra questa talentuosa artista canadese. Il codice d'Errico è la sua nuova mostra a Roma

Particolare di un disegno di Camilla d'Errico

Dopo la collettiva dedicata ai nuovi fermenti del pop-surrealismo svoltasi in seno all'articolata, ultima edizione del Napoli Comicon, Camilla d'Errico è la protagonista assoluta della mostra dal titolo Il Codice D'Errico, che si terrà dal 5 giugno a Roma negli spazi della Mondo Bizzarro Gallery. Un'occasione imperdibile per tutti coloro che in questi anni di fulminante ascesa per l'artista hanno imparato ad apprezzarne la visionarietà. Un'esposizione che consta di dodici nuovissime tele in cui si potrà ammirare e apprezzare dal vivo l'universo immaginifico dell'autrice italo-canadese: fulgidi dipinti in cui la d'Errico riesce a far convergere in una rinnovata armonia i soggetti e i temi che le stanno garantendo la celebrità.
The Elicopter by Camilla d'Errico
Come sei giunta ai disegni delle fantasmagoriche macchine di Leonardo Da Vinci come tuo nuovo elemento di ispirazione?
Ero fermamente intenzionata a ricercare un punto di contatto tra due mie passioni: l’amore per l’Italia e le mie Helmetgirls. E questo mi è stato possibile grazie alla figura unica di Leonardo. Questo grande artista e scienziato è riuscito a concepire idee incredibili, combinando conoscenze appartenenti alle più svariate discipline per dar vita a creazioni fantastiche, che in qualche modo hanno anticipato il futuro. Con questi miei nuovi lavori ho tentato di fare un'operazione simile combinando le sue invenzioni con il mio mondo di idee e di arte.

Tra gli innumerevoli congegni concepiti da Leonardo ve ne sono davvero tanti che manifestano la sua passione per il volo, e ora alcune di queste si innestano direttamente sul capo delle tue muliebri creature. Sembra potersi leggere in queste tue suggestive visioni una metaforica connessione tra l'istinto speculativo e quello di librarsi nei cieli.
Sono sempre stata affascinata dal fatto di poter ‘volare’, un'azione che per me assume un significato importante. Il volo si sposa a meraviglia con l'idea di libertà, ed è equiparabile al lasciarsi andare a briglia sciolta nei sogni, all'abbandonarsi alle fantasie e alle aspirazioni. Spesso, purtroppo, siamo noi stessi che ci creiamo delle prigioni mentali. Per fortuna siamo sempre noi a possedere la chiave per liberarci dalle catene rappresentate dalle insicurezze, dalle paure e dai problemi che ci affliggono. Credo fermamente in questo perché è il frutto di molta esperienza personale che ho cercato di trasfondere in questi miei dipinti.

Abbiamo già accennato quanto risulti sbalorditiva la capacità di Leonardo di precorrere i tempi, addirittura molti suoi veicoli sembrano fuoriusciti da un film o da un manga di fantascienza. Tu sei riuscita a cortocircuitare e far convivere universi visivi così apparentemente lontani tra loro come l'universo immaginifico nipponico e la sensibilità rinascimentale.
Anch’io resto stupefatta dal modo in cui Leonardo abbia saputo prefigurare il futuro. Chissà cosa penserebbe del mondo di oggi, e cosa sarebbe in grado di elaborare e fantasticare con le conoscenze attuali. Ti ringrazio del fatto che tu riconosca in me la capacità di fare una cosa simile. È nelle mie intenzioni, infatti, creare delle immagini il più possibile fulgide e dettagliate, intrecciando le linee in maniera tale che il tutto dia l’impressione di essere il frutto di un unico gesto, di un solo movimento che non abbia né inizio né fine. Seguendo tale principio e finalmente completata la figura che si ha in testa, ciò che ottieni è l’impressione che queste fanciulle e i loro copricapi possano essere palpabili.

Accennavamo prima al fatto che l'incontro con il geniale umanista è, in un certo qual modo, anche un omaggio alle tue origini italiane...
Esatto! Non smetto mai di esternare il mio orgoglio di essere italiana, delle mie origini, della mia famiglia. A ben vedere è questo il significato più profondo del titolo scelto per questa mostra: Il Codice d’Errico. I lavori esposti sono sì un omaggio a Da Vinci e alla sua sconfinata creatività, ma sono anche il frutto della mia personale ricerca espressiva, un’immersione in una nuova dimensione che mi aiuti a superare i confini visionari precedentemente raggiunti.
The Tank by Camilla d'Errico
Anche in questi tuoi ultimi lavori è strabiliante la dinamica della composizione, essenziale ed elegante. Quand'è, durante la realizzazione, che ti accorgi di aver raggiunto l'equilibrio desiderato?
L’equilibrio che hai rilevato è il risultato di un lungo studio della tela, del modo in cui si concepiranno e organizzeranno gli spazi, un lavoro preceduto da un numero incredibile di schizzi. Nelle tele di questa mostra lo spazio bianco è il protagonista e non lo sfondo: l’occhio deve essere attratto dal bianco più che dalle linee, assorbito dai volumi di luce che si sprigionano da questo delicato ordito. Mentre dipingo ho spesso l’impressione che le linee si sviluppino da sole, fino a quando mi dicono di fermarmi. Dopo aver concepito il soggetto lascio che sia lo spazio bianco a definire i dettagli della composizione finale.

Nelle tue nuove opere sembra si stia manifestando una più accentuata sensualità...
Penso che questi nuovi soggetti mi diano la possibilità di esprimere e raccontare molto, come se con loro mettessi uno specchio davanti a me stessa e agli spettatori; spero che tutti vedano un riflesso segreto di se stessi. La sensualità è una virtù importante e bellissima e rende le mie fanciulle forti, e trovo anche che la sensualità accentui tutta la gamma delle emozioni che da esse si sprigiona. Noi donne siamo tutte molto forti, anche se spesso siamo emotive. Ed e’ proprio in questo che risiede la nostra forza: l’accettazione delle emozioni e la capacità di esprimerle.





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