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  • The Twilight Saga: Eclipse – Il triangolo no
di Federica Aliano


Le tanto pubblicizzate scene d’azione salvano il terzo film della saga dal melenso romanticismo e dal pericolo di essere solo un capitolo di passaggio

Kristen Stewart e Robert Pattinson in Twilight Saga: Eclipse, di David Slade, tratto dal romanzo di Stephenie Meyer

Solo un libro di passaggio. Un volume di vicende che portano soltanto all’epilogo finale spiegando qualche passaggio nella testa dei licantropi: ecco come chi scrive ha sempre considerato Eclipse, oltre cinquecento pagine di sospiri amorosi e un uomo che respinge una donna che vuole far sesso (se non è paranormale questo, qualcuno mi spieghi cosa lo è) adducendo medievali concetti di conservazione dell’anima pura. Ma David Slade, regista di horror con una buona dose di azione, ha preso in mano il timone e ha voluto rivoluzionare il concetto di base di questa saga, lasciando alcune scene romantiche, ma aumentando decisamente la dose di scontri, lotte, azione. E così facendo, ha realizzato il miglior film della serie.
Purtroppo il materiale di partenza è sempre il lavoro di Stephenie Meyer, una donna che ignora cosa voglia dire autonomia di pensiero della donna rispetto al suo compagno, che probabilmente non concepisce altro futuro per una giovane oltre quello di coronare al più presto un sogno d’amore “forever and ever”, ma plasmando questa creta mal impastata Slade ha confezionato un prodotto tale che i ragazzi non si sentiranno più così costretti a portare al cinema la fidanzatina, ma gli andrà di farlo.
I vampiri finalmente mordono e, se di sangue non ne vediamo praticamente mai, è anche vero che le creature combattono e si sgretolano come fossero statue, si spiccano le teste dal collo e chi più ne ha più ne metta. Poi se qualcuno volesse spiegare a Stephenie che a contagiarsi con un semplice morso sono gli zombie, e che i vampiri hanno bisogno di un processo più articolato, saremmo contenti. Tutto ciò che di buono è presente in questa terza pellicola era assente nel romanzo; tutto ciò che è stato conservato stimola ora sbadigli ora risatine di scherno.
Il fenomeno Twilight non è cosa da ignorare: la sua eco mondiale è di tale portata che nessuno osa non raccontarlo. Ma pur pensando che avrà vita breve e che così come è esploso, alla stessa velocità sparirà, non si possono non considerare i danni che potrebbe lasciarsi alle spalle. Eserciti di ragazzine che leggono libri prolissi e densi solo di una morale che definire bigotta è dir poco, che sognano un uomo che dica loro cosa fare ed eviti loro la fatica di pensare con la propria testa, oppure un giovane macho focoso e sempre mezzo nudo che incarni il desiderio sessuale, ovviamente da guardare e non toccare, dato che il vero amore è solo una melodia noiosa scritta ed eseguita al piano. Poi aspetta i miei comodi, rinuncia a tutta la tua vita, alle possibilità di realizzarti in un qualunque campo al di fuori di me, e al tuo stesso respiro per l’eternità. È davvero questa la chiave della felicità che vogliamo propinare alle nostre figlie, sorelle minori, nipotine?





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