Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Prima di Draquila, il dramma del terremoto abruzzese
Sangue e cemento non è solo un documentario o un'inchiesta, quanto piuttosto un’esperienza. Vedere questo DVD significa vivere quello che è stata l’ansia, la paura e la speranza di chi alle 3:32 del 6 aprile 2009 si trovava a L’Aquila. Il ticchettio dell’orologio prima dell’arrivo della tragedia, le urla, le telefonate in cerca di aiuto e poi il silenzio. Ecco il terremoto in Abruzzo, una follia che è costata la vita a trecentotto persone.
In questo modo il Gruppo Zero, un collettivo di giornalisti, cineasti e comunicatori ha voluto trovare delle risposte a una catastrofe che, almeno nell'enormità delle tragiche conseguenze, era assolutamente evitabile. La scelta di condurre l’inchiesta partendo dal preciso momento in cui tutto è cominciato è decisamente d’effetto. Attraverso la riproduzione dei suoni e mostrando le immagini dei crolli, lo spettatore non può non essere coinvolto in prima persona, non può non porsi la domanda che tutti a L'Aquila si sono posti: “Tutto questo era evitabile?”. Si passa così dalle immagini delle macerie alle interviste a testimoni, rappresentanti delle istituzioni, sismologi, geologi, tecnici delle costruzioni, avvocati e giudici e, attraverso loro, si cercano le risposte alle decine di quesiti che vengono proposti durante tutta la visione.
In maniera chiara e concisa si alternano esperti che spiegano con parole semplici come si sarebbe potuta scongiurare questa tragedia, così come è avvenuto in Giappone il 19 luglio 2008. Ma l’Italia non è il Giappone; in Italia il cemento vale più del sangue. Sangue e Cemento non propone solo chiacchiere, ma fatti, analizza la realtà da un punto di vista pratico e mostra chiaramente attraverso documenti ed esposti come le istituzioni abbiano voluto chiudere gli occhi. Non sono presenti molti extra o contenuti speciali, ma c’è un libro in allegato che raccoglie tutti gli articoli de Il Centro, quotidiano dell’area abruzzese del gruppo Espresso-La Repubblica, un saggio di Marco Travaglio, un'intervista e alcune vignette di Vauro. Il miglior approfondimento che si potesse avere, un contenuto extra di tutto rispetto che propone, tra l’ironia di Vauro e la pungente razionalità di Travaglio, quello che i telegiornali e la televisione non ci hanno mai fatto vedere. In tal senso meritano particolare attenzione gli articoli tratti da Il Centro dove Giustino Parisse, giornalista che per ventitré anni ha raccontato l’Aquila e la sua gente, ci racconta quella notte che in venti secondi ha visto sparire la storia e l’identità di una città.
Sangue e Cemento è il tentativo di dare delle risposte a dei quesiti che nessuno ha mai potuto o voluto porre ad alta voce, e questo coraggio o sfrontatezza lo ha avuto il Gruppo Zero nella speranza che vicende del genere non debbano mai più ripetersi.
Commenti (1)
Danieleha scritto:
2010-07-17 16:31:30
Proprio ieri un'amica mi parlava di questo documentario. Lo trasmettono su qualche rete? Si trova in libreria?
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
Commenti (1)
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Daniele ha scritto: 2010-07-17 16:31:30
Proprio ieri un'amica mi parlava di questo documentario. Lo trasmettono su qualche rete? Si trova in libreria?
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