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  • After A - la mostra fotografica ad Atri
di Daniele Federico


A sta per apartheid e questa mostra ci fa scoprire lo straordinario mix di culture e di contrasti sociali del Sudafrica di oggi

After A. Photo (particolare): Roelo Petrus

Nelson Mandela, con l’evento di inaugurazione dei Mondiali di calcio 2010, ha mostrato al mondo intero che oggi è possibile vedere in Sudafrica bianchi e neri ballare insieme felici di appartenere ad un’unica nazione. Una scena impensabile fino a 20 anni fa laddove vi era ancora l’Apartheid. Federica Angelucci, responsabile della sezione fotografia per la Galleria d’arte contemporanea Michael Stevenson a Cape Town, ha selezionato e curato i lavori di alcuni giovani e poco noti autori africani inseriti nella mostra After A. A come apartheid.

After A. Photo: Roelof Petrus

Abbiamo apprezzato particolarmente questa mostra sia per l’attualità dell’argomento, sia perché ci permette, all’interno di una cornice come il festival sul reportage d’approfondimento, di conoscere questo paese nelle sue estreme contraddizioni e in quella specificità che lo differenziano da tutte le altre nazioni e che incuriosiscono tutti noi. Uno di quei casi in cui la fotografia diventa un lasciapassare privilegiato per viaggiare, conoscere e per farsi un’idea su mondi così lontani dalla nostra esperienza quotidiana.
I sedici autori mostrano una ricca produzione ascrivibile per lo più al fotogiornalismo, ma non solo. Negli anni della segregazione raziale l’intento dei fotografi è stato quello di portare alla luce le dinamiche esistenti tra il governo e gli oppositori delle leggi raziali. In tempi recenti, invece, il panorama si è totalmente modificato sebbene si colga una continuità con il passato. Le distinzioni sociali sono fluide e le scommesse del futuro diventano problemi sociali come l’Aids, l’educazione scolastica, la spartizione dei terreni, il crimine, il senso d’identità di un popolo e della nazione in cui vive.
Dei molti reporter in mostra segnaliamo Liam Lynch che in Don’t say that this will end descrive i giovani africani di colore nel loro tempo libero e nelle occasioni sociali: musica, moda e controculture in cerca d’identità.

After A - The Mexican Sports Bar. Photo: Shoul Brenda

David Southwood, con Handbags, ha realizzato un’idea che forse non vi suonerà originale, ma la cosa non ha importanza dal momento in cui l’impronta autoriale impressa al progetto è molto forte: ha ritratto una serie di persone attraverso il contenuto della propria borsa. Fotografie che mostrano il contenuto delle borsette di prostitute, molte delle quali immigrate. La personalità dei soggetti viene espressa mostrando gli oggetti intimi, ma anche con sfondi di colori neutri diversi per ciascun soggetto. In opposizione a come ci si potrebbe aspettare il tema, a volte squallido, altre volte carico di sensualità, le immagini di Southwood sono estremamente rigorose e inespressive tranne che nei toni dei colori.
Qualcosa di molto diverso e altrettanto bello viene proposto in Rural, di Daniel Naudé. Sembra di stare in Australia a guardare le scene di orizzonti aperti, in cui l’elemento umano appare del tutto integrato nell’ambiente naturale. Un profondo rispetto per la natura, per gli animali e i loro ritmi che sono lontani anni luce delle città.


After A. Appunti fotografici sul Sudafrica
A cura di Federica Angelucci
Reportage Atri Festival 2010
Museo Archeologico – Atri
Fino al 29 agosto
reportageatrifestival.it





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