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di Andrea Grieco


Tra le mura del Castello Aragonese di Otranto, una mostra dedicata al grandissimo pittore

Picasso - La meteria e il Segno: Woman's head with crown on flowers (particolare), terracotta

In questi caldi mesi di bella stagione quale migliore occasione per visitare la città di Otranto, ricca di storia e bagnata da un mare cristallino, e che nelle mura colossali del Castello Aragonese ospita uno degli eventi artistici più importanti del momento, interamente dedicato all'opera seminale di Pablo Picasso? Il titolo è sintomatico delle scelte effettuate dai curatori dell'allestimento, necessarie in ogni circostanza analoga, imprescindibili rispetto a una produzione sterminata come quella del prolifico genio spagnolo: Il pasto frugale, acquafortePablo Picasso - La materia e il segno. Pittura - ceramica - grafica.
In rilievo, indipendentemente dai diversi momenti stilistici dell'autore, di cui pure vi sono disparati e significativi esempi, è l'attitudine estrosa che l'artista ha sempre manifestato nei confronti dei mezzi e delle testure utilizzate per dare corpo alla propria creatività. Che a essere rappresentati siano i soggetti quotidiani dal tono più intimo e doloroso del cosiddetto “periodo blu”, o quelli relativi allo spirito più disteso e vivificante del “periodo rosa”, o che si tratti di visualizzare quanto suggerito ed evocato dalla rivoluzionaria tensione surrealista, è lapalissiana la predisposizione alla ricerca, mai meramente formale, sempre genuinamente necessaria.
Nell'attraversare le stanze del castello appositamente arredate, aggirandosi tra le pareti di tufo e pietra leccese su cui campeggiano guache, acquetinte, acqueforti, disegni a pastello, a china e puntasecca, dove si può ammirare una ricca collezione di ceramiche di ogni forma e colore, si percepisce nettamente la forza ludica e l'irrefrenabile energia immaginifica di questo gigante.
E poi vasi, piatti e terracotte con impressi temi e figure afferenti alla cultura mediterranea, che assumono contemporaneamente una valenza simbolica universale, una eco di comunanza e solidarietà umana. Dall'intero contesto, armoniosamente formatosi tra gli inusuali ambienti e la natura stessa delle opere ospitate, traspare una rassicurante e giocosa atmosfera, avulsa dalla cappa asfissiante e scostante che spesso accompagna autori e iniziative di tale rilievo, prova ulteriore che le concezioni picassiane riescono a mantenersi tutt'oggi avulse dagli sterili accademismi e dalle dinamiche classiste.
Hand with fish. terracotta parzialmente verniciata con decorazioni in rilievoUn'esperienza unica, durante la quale i visitatori avranno anche l'occasione di visionare le ventisei incisioni all'acquatinta allo zucchero con cui Picasso illustrò La Tauromaquia o arte de torear scritta da José Delgado e Pepe Illo. Come Ernest Hemingway, anche Picasso era affascinato da questo truce spettacolo, ritratto qui con pochi gesti, rapidi ed essenziali nel rendere tutta la dinamicità dell'evento, confermando lo “sguardo cinematografico”, spettacolare dell'artista, capace di cogliere simultaneamente i molteplici piani e aspetti di un attimo.
Ben si conciliano con questa mostra che resterà in cartellone sino al 26 settembre, i diversi e collaterali laboratori creativi, multisensoriali e didattici aperti a chiunque vi voglia prendere parte, per continuare a sondare e sperimentare di persona quel flusso elettrizzante con cui Picasso ha rigenerato il pensiero espressivo del XX secolo.





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