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  • Nightmare: Rest in Peace, Freddy
di Andrea Grieco


Più che la rinascita del personaggio, una pietra tombale su un'epoca cinematografica irripetibile. Il capitolo più anemico dell'epopea kruegeriana

Nightmare 2010

C'è da tremare sin dai titoli di testa per questo nuovo Nightmare, ma non per il phatos che vi si sprigiona o per quel che vi viene mostrato, bensì per l'impressione immediata e poi confermata dall'intera costruzione/confezione che ci si trovi di fronte a un prodotto che ricalca gli stilemi di quasi tutti i ghost movie degli ultimi anni, in special modo di quelli che hanno mal metabolizzato la formula orientale e, dal remake di The Ring in poi, hanno bene o male riproposto la solita, ormai stucchevole sequela di formalismi audio-visivi che dovrebbero esser buoni a far saltare sulla sedia. A voler esser precisi, però, il remake diretto da Samuel Bayer almeno un elemento che lo differenzia da siffatti horror ce lo ha: non cerca di compensare i prolungati momenti d'atmosfera con gratuità tonitruanti, e non è cosa da poco se si pensa che a coadiuvare il progetto c'è quel fracassone di Michael Bay e che si tratta del primo lungometraggio di un pluripremiato shooter. Non che questo basti a salvare il ritorno sul grande schermo di Freddy, sia ben inteso, come non aiuta fino in fondo l'ottima veste scenografica, costituita fondamentalmente da ambienti umidi e limacciosi, capaci di trasmettere quell'inquietudine che serpeggia nei luoghi onirici.
Con buona pace del mostro di Springwood bisogna ammettere che gran parte degli ultimi sceneggiatori di Hollywood sono alquanto avari di fantasia e originalità, e pertanto più efficaci di qualsiasi mezzo apotropaico nel rendere innocua anche la più maligna delle creature.
Il fatto è che risulta fin troppo telefonata quella che dovrebbe rappresentare l'idea portante di questa riscrittura delle gesta di Krueger, intuibile non solo per via dei continui spoiler che hanno anticipato l'uscita in sala della pellicola, ma soprattutto per l'impronta da film di fantasmi che questo Nightmare ricalca quasi pedissequamente. Un aspetto formale che basterebbe da solo a far storcere il naso a ogni fan ed estimatore della creatura ideata circa cinque lustri fa da Wes Craven, perché tale attitudine degenera non di poco la natura originaria del villain, le cui lame del guanto artigliato, forse anche per questo motivo, risultano alquanto spuntate.
E quest'ultimo elemento è l'altro grande, vero pugno allo stomaco di quest'horror. Se si esclude la sempre efficace scena dello squartamento nel sonno con tanto di levitazione pirotecnica per l'intera camera da letto della sventurata teenager, questo pseudo reboot manca del nerbo terrificante che è lecito attendersi da una figura che ha turbato il sonno di migliaia di cinefili. Inutile aggiungere che l'uso impeccabile ma poco viscerale di CGI e una certa vena perbenista fanno di questo uno dei capitoli più anemici dell'intera epopea kruegeriana, e suggellano malamente l'ennesimo scempio compiuto dalla “fabbrica dei sogni” nei confronti di un cult. Più che la rinascita del personaggio questo film è una pietra tombale su un'epoca cinematografica irripetibile. Rest in peace Freddy.





Commenti (1)

  • Demar Neville ha scritto:
    2011-02-03 15:55:57

    Nice pic.......

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