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  • Indovina chi sposa Sally: per nostalgici della commedia
di Valeria Roscioni


La felicità ha davvero portato fortuna a Sally Hawkins che si prepara a conquistare di nuovo il pubblico

Sally Hawkins e Tom Riley in Indovina chi sposa Sally

Le commedie rosa con aggiunta di abito da sposa ci hanno ormai abituati a un cliché ben determinato che a volte, ma proprio solo a volte, riesce ancora a stupirci con creative variazioni sul tema. Bene, dimenticate tutto questo: scordatevi Bride Wars – La mia miglior nemica, 27 volte in bianco e Se scappi ti sposo, niente ansia da preparativi, niente sospiri, niente ansia da sì. Cosa rimane? Rimane il giorno delle nozze nudo e crudo, con la realtà che contiene e le vite che coinvolge, nel bene e nel male immortalate con impertinenza in Indovina chi sposa Sally. La pellicola, brillantemente concepita e girata da Stephen Burke, ammicca a quelle screwball comedy degli anni Trenta e Quaranta di cui molti sentono tanto la mancanza, e racconta il giorno delle nozze di Sally, che non si sta affatto sposando per amore, e di Freddie, al suo secondo matrimonio con la stessa donna, Dio solo sa il perché, che hanno organizzato il rinfresco in due sale attigue. Senza pietà il momento pasto e festa diventa la perfetta occasione per raccontare con la maggior schiettezza possibile una vasta campionatura di tipi umani, esattamente come è prima o poi capitato di fare nei matrimoni reali. Il pubblico è spinto e coinvolto all’interno della festa da una regia pulita la cui unica pecca è quella di non esser riuscita a mantenere costanti l’energia e il ritmo. Gag dopo gag, illuminati da una semplicità che spesso ma non sempre riesce a essere esilarante, i due bravi protagonisti, si incontrano e si scontrano, si ritrovano uniti loro malgrado come, per esempio, accadeva in Susanna, si scoprono, in una sorta di concentrato di quanto accade giorno dopo giorno nella vita normale.
Salutate definitivamente le sposine bomboniera tutte sospiri, Sally Hawkins indossa pratiche scarpe da ginnastica con la zeppa e ci fa pensare a quel ciclone di Katharine Hepburn, la cui eterna eleganza sotto le spoglie da maschiaccio resta comunque ineguagliabile. Così si finisce per rimpiangere i tempi andati ma, tra un nostalgico sospiro per la prestanza di Cary Grant, e una risata per le battute bene assestate, siamo costretti ad ammettere che Indovina chi sposa Sally sta facendo davvero tanto per noi, perché non si limita a intrattenere e a riscoprire un genere di tutto rispetto senza imitarlo pedissequamente, ma intanto ci parla anche di noi, di questa nostra società che non si ferma di fronte all’amore; e allora ben venga trattare in un giorno di festa anche argomenti come indigenza e immigrazione. Com’è che si dice? Cento di questi giorni!





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