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  • Il cigno nero: primo piano di un’ossessione
di Federica Aliano


Aronofski cita Aronofski. Il Leone deve aver fatto male all’umiltà di Darren, che confeziona un film piatto e dai contenuti scioccamente analizzati

Natalie Portman è Nina in Black Swan, di Darren Aronofski

Dopo il Leone d’Oro per The Wrestler, adorato dai più, compresi gli Alphabet Citizen, considerato sopravvalutato dalla sottoscritta (se non fosse stato per Rourke, antipatico ma innegabilmente immenso attore, sarebbe il solito noioso film di Aronofsky), il suo regista è tornato alla Mostra del Cinema. Apertura e Concorso, che probabilmente gli spettava in quanto premiato, ma che a nostro avviso non è affatto meritato. Pubblicizzato moltissimo prima ancora della kermesse, Black Swan veniva descritto come un thriller psicologico ambientato nel mondo del balletto. Un Eva contro Eva sulle punte.
Ebbene, chiariamolo subito: questo film è lontanissimo dal balletto. Se Nina fosse stata una pornodiva sarebbe stata esattamente la stessa cosa, in entrambi i casi è l’utilizzo estremo del proprio corpo a determinare l’ossessione. Del balletto non c’è nulla, a parte la partitura di Chaikovskij, quella musica che, davvero, è fonte di ossessione per migliaia di ballerine, tanto è potente, evocativa, oscura nei suoi crescendo. E già questa è un’occasione sprecata, perché se si voleva indagare la follia ossessiva di chi ha fatto della danza la sua sola e unica ragione di vita, Il lago dei cigni, con la sua storia orrorifica e terribile, sarebbe stato un territorio da esplorare per davvero.
Ma Aronofski ripete se stesso e i suoi schemi, segue la protagonista con la camera a mano abusata e sempre incollata alla sua nuca, alterna primi piani e dettagli, inserisce un solo totale sul palco del teatro. Qualcuno per favore gli spieghi che esistono anche altri piani e campi per girare un film, specialmente se si parla di balletto. Vorremmo vedere i corpi dei danzatori, non solo i loro occhi gonfi di lacrime e frustrazione. Vorremmo davvero vederla quella sequenza complicatissima, la Coda di Odile, che ossessiona Nina, anche con una controfigura.
L’argomento principale qui non è la danza, non è la competizione tra due ballerine (anche perché non c’è), ma è un disturbo psicologico molto grave, trattato dallo script con una fastidiosa faciloneria, graffiando anziché scavando a fondo e lasciando intuire il tutto sin dalla seconda scena, il che per un thriller non è proprio il massimo. I dialoghi faticano a terminare una frase di senso sintatticamente compiuto, ma anche quando ci riescono sono sciocchi e piatti, superati in monotonia solo dalla regia. Natalie Portman fa quel che può, da attrice indubbiamente piena di talento, ma non viene diretta nemmeno un po’ e, non essendo Mickey Rourke che interpreta se stesso, si ritrova alle prese con un personaggio abbozzato, si sforza di dare profondità, ma non riesce e non può risultare credibile solo con degli eleganti port de bras.





Commenti (3)

  • masso ha scritto:
    2011-08-05 14:49:25

    Per tutte quelle persone che hanno capito poco dai giudizi della recensione perchè non sono ne cinefile nè intellettuali: il film è un un discreto thriller.Alcune scene in computer grafica sono imbarazzanti per quanto sono finte.Una scena lesbo fa arrazzare.Winona Rider ha un personaggio talmente avvilente e caricaturale che nemmeno Gloria Swanson al tramonto della sua carriera avrebbe accettato.Il marito della Bellucci è stranamente efficace come pigmalione irragiungibile anche se ha la faccia da panettiere pregiudicato.Il film comunque si fa vedere

  • Alessandro ha scritto:
    2011-01-28 14:40:14

    Pare essere il "remake" live di un famoso anime giapponese, le trame coincidono parecchio. La prima impressione che ho avuto dal trailer è che si tratti di un film estenuato ed estenuante, dilatato e sovraccarico di momenti che vorrebbero essere memorabili, di citazioni forzate, di esasperazioni maniacali sul tema della colpa, dell'abuso e della persecuzione. Da quello che scrivi appare un'operazione freddamente programmata a tavolino.

  • nicola ha scritto:
    2011-04-07 14:18:54

    sono in totale disaccordo.per me è un capolavoro assoluto.non è certo perfetto,ci sono degli intoppi qua e là ma mi ha commosso,entusiasmato e sconvolto.potremmo dire che il tema centrale non è neanche Nina ma il suo corpo in trasformazione plastica,in metamorfosi verso la parte oscura.

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