Il tema del rapporto tra uomo e natura può essere affrontato senza banalità e con immagini dall'alto valore estetico
Una delle mostre che abbiamo apprezzato di più è Naturae, una collettiva curata da Steve Bisson in cui il tema dell’impronta umana sull’ambiente naturale viene affrontato in senso positivo. C’è una crescente tendenza attuale a evitare i pensieri catastrofici sul nostro futuro. Dopo l’overdose di 9/11, l’avvento della crisi economica, l’instabilità mediorientale e la crisi dell’impero americano, sembra che qualcuno stia rivalutando positivamente i tempi in cui viviamo. Il senso di "Naturae" è proprio questo: chi l’ha detto che la fine del paesaggio naturale così come siamo abituati a pensarlo sia un male? Perché il passaggio dall’incontaminato alla contaminazione umana deve necessariamente essere qualcosa di negativo?
Bisson ha raccolto otto fotografi provenienti da differenti aree geografiche. La raffigurazione simulata della natura che ritroviamo negli scatti realizzati a Dubai da Aleix Plademunt. Il progetto di Dustin Shum che fotografa con sottile ironia alcuni parchi urbani cinesi, lasciando emergere una rappresentazione contraddittoria e quasi iconografica della natura. Il bisogno fisico di appropriazione indiscriminato, se non irrazionale della risorsa natura, per esempio dell’acqua, documentato dalle immagini di Alejandro Cartagena nella controversa realtà suburbana messicana. Michael De Kooter si posiziona invece ai margini della città, nella periferia di Losanna, dove l’artificio lentamente sfuma nella natura e dove i comportamenti possono mostrarsi illusori, quasi “borderline”. Lo sguardo di Guido Castagnoli corre lungo il fiume Tamagawa a Tokyo, un luogo di evasione dalla metropoli e di raccolta di istinti e desideri umani. Karin Borghouts gioca sul filo dell’ambiguità, concentrandosi sugli ambienti artificiali come gli zoo, spingendo chi guarda a riflettere il senso della natura in questi spazi posticci e, forse, sul senso stesso del nostro essere parte della città. Hin Chua indaga, con grazia e con forza poetica che si nutre di estremi, l’essenza del rapporto tra uomo e natura, interpretandolo come una conseguenza della sua caduta dal paradiso terrestre. Quella di Anne Lass infine è una deriva introspettiva che trasgredisce lo spazio fisico attraverso l’immaginazione e colloca la natura su una dimensione onirica quasi fosse un oggetto estraneo e fuori posto. Sono differenti punti di vista che sottendono a una verità: più l’uomo si allontana dalla natura e più la ricerca. Tuttavia, la natura ha bisogno dell’essere umano?
La mostra di Naturae è ben allestita, pulita, con stampe in formato abbastanza grande da poterne apprezzare i dettagli non altrimenti visibili sul catalogo della mostra. Ma anche il libretto della mostra ha un suo valore specifico. Il catalogo, infatti, offre un compendio indispensabile alla fruizione, come già detto non per le immagini, ma per i testi che accompagnano la riflessione indotta dalla mostra. L’analisi della fotografia come strumento per indagare il paesaggio umano sono i temi del blog
Così come il blog del curatore Steve Bisson che porta da tempo un ricerca fotografica sui temi del paesaggio umano www.urbanautica.com.
Info:
SI Fest Savignano Immagini Festival di Fotografia 2010
Savignano sul Rubicone (FC)
10.11.12 settembre 2010
www.savignanoimmagini.it
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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