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23 maggio 2012  



  • Letture - Libri - Recensioni
  • Mary Terror
di Alessandro De Simone


Thriller al femminile a tinte fortissime ben costruito, ma occasione persa come affresco dell’eversione a stelle e strisce

Mary Terror

Una ex terrorista psicopatica rapisce il figlio appena nato di un’agiata giornalista borghese cornificata dal marito post yuppie. Inizia in questo modo un inseguimento che fino alla fine vedrà confondersi i ruoli di preda e cacciatore.
Già così, Mary Terror è un romanzo che invoglia alla lettura, ma dietro all’impianto thriller costruito da Robert R. McCammon c’è molto di più. Uscito nel 1990 e pubblicato per la prima volta in Italia l’anno dopo da Interno Giallo, Mary Terror è presto diventato un libro fantasma, difficile se non impossibile da trovare, uno di quei romanzi a cui alla fine metti una pietra sopra perché dopo un po’ si finisce con non cercarlo neanche più, tanta è la frustrazione nel sentirsi dire che è esaurito o fuori catalogo. La copertina di Mary Terror di Robert R. McMannon, edito da Gargoyle BooksPer fortuna la Gargoyle Books è specializzata nel recuperare delle chicche troppo facilmente dimenticate e raramente sbaglia le sue valutazioni.
Mary Terror è un vero e proprio romanzo di caccia, un genere classico della letteratura americana del novecento e che ha influenzato anche molti grandi cineasti, ma ciò che lo rende speciale e degno di essere analizzato con attenzione sono i tanti sottotesti che McCammon vi inserisce.
Mary, la terrorista folle che rapisce il piccolo David ribattezzandolo Tamburino, è un prototipo di un’America malata, una generazione contro più per noia che per convinzione, figlia della confusione dell’era post Nixon e in qualche modo concausa del reaganismo. Laura è invece figlia alternativa degli anni Ottanta, intellettuale omologata e agiata che guarda alla cultura underground con curiosità quasi documentaristica, ignara della rabbia che presto avrebbe conosciuto in prima persona.
McMannon tratteggia le due protagoniste di questa folle corsa attraverso l’America con grande bravura, facendo di Mary una pazza invasata depositaria di tutti i luoghi comuni più abusati nei confronti dell’ordine costituito e del capitalismo imperante, mentre Laura è una donna vissuta nella bambagia costretta al più brusco dei risvegli dalla sua vita perfettamente fasulla.
Pur tra non poche iperboli, Mary Terror è un romanzo che si lascia leggere in maniera appassionata, soprattutto nella seconda parte, emozionante e d’azione, ma lascia purtroppo anche un po’ d'amaro in bocca per quello che avrebbe potuto essere, ovvero un affresco storico e sociale di notevole spessore e grande importanza intellettuale. Ma d’altronde le regole del genere vanno rispettate e non è obbligatorio fare di un prodotto d’intrattenimento, per quanto di alto livello, un manifesto politico. Prendiamolo quindi per quello che è, godendoci anche la scrittura di McCammon, capace di rendere insopportabile anche agli stomaci più forti alcune descrizioni delle sconsiderate azioni di Mary, personaggio che meriterebbe prima o poi una trasposizione cinematografica mettendolo a disposizione di un’attrice disposta a rendersi davvero molto sgradevole, diventando per un po’ un terribile incubo per le puerpere e le giovani mamme.





Commenti (3)

  • nokie ha scritto:
    2012-03-01 02:50:03

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  • okleu ha scritto:
    2012-03-01 02:51:22

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