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di Stefania Biamonti


La presentazione dell’ultimo libro di Ferdinando Scianna presso lo Spazio Labo’. Il libro, il dibattito e le occasioni mancate

Claudio Marra, Ferdinando Scianna e Michele Smargiassi durante l'incontro tenutosi martedì 14 settembre presso lo Spazio Labo'. Photo: © 2010, Stefania Biamonti

L’occasione appariva ghiotta. L’incontro di Michele Smargiassi, Claudio Marra e Ferdinando Scianna presso il centro per la fotografia bolognese Spazio Labo’, in occasione della presentazione del libro di quest'ultimo, intitolato Etica e Fotogiornalismo, sembrava infatti poter offrire la possibilità, a tutti gli appassionati del genere, di ampliare la propria prospettiva su questa spinosa tematica. E i presupposti c’erano tutti: un libro sul tema scritto da un navigato professionista, la co-presenza di tre veri esperti del settore, ognuno con la propria specifica competenza, e la possibilità per il pubblico di confrontarsi direttamente con ognuno di loro, autore del libro compreso. Un'occasione più unica che rara dunque per ascoltare, in un colpo solo, il punto di vista del giornalista, quello del docente universitario e quello del fotogiornalista. Certo, nessuno si aspettava che l'argomento venisse sviscerato in ogni sua parte, vista la complessità del tema e il poco tempo a disposizione, tuttavia, nell'intensa serata svoltasi lo scorso 14 settembre, qualcosa sembra essere sfuggito di mano.

Durante la presentazione del libro di Ferdinando Scianna presso lo Spazio Labo'. 14 settembre 2010. Photo: © 2010, Stefania Biamonti

Chi ha già avuto la possibilità di leggere "Etica e Fotogiornalismo" sa infatti che si tratta di un volume breve e scorrevole, ricco di citazioni, impressioni personali, immagini e aneddoti interessanti, tra le cui righe è possibile scovare alcuni illuminanti spunti di riflessione sul controverso rapporto tra etica e fotografia. Un libro che si rivela dunque denso di concetti nonostante l'apparente semplicità, e le cui peculiarità stilistiche lo rendono molto più assimilabile a un moderno Zibaldone di pensieri che non un vero e proprio saggio. Non per niente è lo stesso Scianna a dichiarare, in apertura di serata, di averlo scritto non tanto per offrire “verità assolute” in materia, quanto "per riassumere una parte delle riflessioni su questo argomento che ho affrontato in quarant'anni di carriera".
Per offrire una piattaforma di partenza al dibattito, il Prof. Marra ha quindi aperto l'incontro mettendo in luce ciò che, secondo lui, sono i punti chiave del libro, ovvero: la negazione di una specificità etica del fotogiornalismo e, più in generale, della fotografia; l'assunzione del principio che "la fotografia mostra e non dimostra", vero e proprio cavallo di battaglia nelle argomentazioni in proposito di Scianna; e il collegamento tra il deficit etico oggi presente in ambito fotogiornalistico e il bombardamento visivo a cui siamo sottoposti. Concordi o meno, sono tutte ottime questioni da mettere in campo, tuttavia è stato proprio nel tentativo di sviscerarle che la conversazione fra i tre ha cominciato a prendere una piega inaspettata. Improvvisamente l'intero dibattito è sembrato annichilirsi lungo l'asse concettuale verità/menzogna (specchio di etico/non etico), spostando, a nostro parere, il baricentro dell'intera questione dal rapporto etica/fotogiornalismo a quello, infinito, tra immagine e realtà.
Non che non sia pertinente con la questione etica parlare delle ambiguità del dispositivo fotografico, anzi, tuttavia usare questa dicotomia così ampia, e filosoficamente problematica, per approfondire una tematica già di per sé enorme, ha spesso offerto la spalla a lunghe digressioni non proprio attinenti. Il lungo elenco di abusi operati nel corso della storia grazie alle specificità di questo linguaggio ha così finito per far articolare l'intero dibattito attorno ad un unica, epocale domanda: è la fotografia a mentire o è chi sta dietro l'obiettivo a farlo? Un tema stimolante, ma che rappresenta solo una parte del problema e delle argomentazioni proposte dal libro. Gli unici tentativi di riportare la questione sul complicato rapporto tra etica e fotogiornalismo, liquidato da Marra come "falso problema", sono stati quelli di Michele Smargiassi. Egli ha avuto infatti il merito sia di sollevare il problema del conflitto che spesso intercorre, in ambito fotogiornalistico, tra etica umana e deontologia professionale, sia di polemizzare benevolmente con Scianna a proposito della supposta garanzia offerta dell'autorevolezza della fonte per certificare la veridicità di un'immagine.
Forse, per rendere più chiara e completa la discussione, sarebbe bastato allargare lo sguardo e restituire un po’ più di dettaglio alle zone d’ombra del problema, come per esempio aprire una parentesi sui nuovi referenti a cui il fotoreportage si sta rivolgendo o sui nuovi contesti fruitivi in cui viene inserito, ambiti in cui la questione etica diviene centrale. Se può infatti essere condiviso che "l'etica è l'etica", non bisogna
però dimenticare che occuparsi fotogiornalismo è occuparsi di informazione, una pedina importante per i giochi di potere della società contemporanea, capace di condizionare, se non di ridefinire, ciò che è etico e ciò che non lo è. Soprattutto attraverso le immagini.

La copertina del volume Etica e FotogiornalismoInfo:
Ferdinando Scianna, Etica e Fotogiornalismo, Mondadori Electa, Milano, 2010.
Il prossimo incontro con l'autore si terrà mercoledì 29 settembre a Milano, presso il Teatro
Franco Parenti, in presenza dell'autore, Armando Massarenti e Sergio Romano.
www.spaziolabo.it










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