Il Punitore agisce nell'età del Proibizionismo. Un'ottima idea che sancisce il ritorno di Paul Azaceta
Tra le numerose, ultime idee sorte in seno alla Marvel, quella che sottende la serie Noir è senz'altro una delle più suggestive e ricche di inedite implicazioni narrative: ambientare nei “ruggenti” anni del proibizionismo le storie di alcuni dei personaggi che hanno contribuito a rendere celebre la casa editrice americana. Dopo Spider-Man, gli X-Men, Wolverine e Devil, tocca ora all'(anti)eroe Frank Castle, meglio noto come The Punisher, confrontarsi con la cupa e criminosa realtà prodotta durante la Grande depressione. E se pure in tutti gli albi già comparsi in questa fortunata collana, i diversi scrittori susseguitisi hanno saputo con intelligenza adattare le attitudini e le caratteristiche dei supereroi al (per loro) inedito contesto hard boiled, nessun personaggio più del vigilante italoamericano sembra trovarvi invece una congeniale collocazione.
Privo di qualsivoglia potere sovrumano ma dotato di una forza e una dimestichezza con l'uso delle armi che gli derivano da un costante esercizio marziale e, soprattutto, spinto da una tragedia familiare che ne alimenta l'odio di vendetta contro i malviventi, il punitore sembra completamente a suo agio in una Manhattan organizzata da spietate bande di gangsters. Per questo albo, poi, lo sceneggiatore Frank Tieri non dimentica che la carica di sadica violenza insufflata nel personaggio sul finire dagli anni Novanta dal talentuoso Garth Ennis è ciò che ha definitivamente sostanziato la figura del personaggio, e quindi non lesina in efferatezze, mantenendo fede alle aspettative dei fan. In più, e ancor più interessante, è il passato del Punitore a essere arricchito di nuovi elementi che, a suo tempo, non avrebbero sfigurato nella continuity del nerboruto Frank. E trattandosi di un episodio a ridosso dei due conflitti mondiali, si resterà affascinati dallo scoprire quante e quali interconnessioni vi siano tra eventi di tale portata e la definizione dell'indole del personaggio. Non mancheranno neppure alcuni tra i più memorabili antagonisti del Punitore, e persino dell'inquietante teschio stilizzato che da sempre campeggia sul suo petto si descriverà una genesi del tutto nuova ma coerente con i più noti sviluppi della carriera del vigilante.
Un albo che ha tutti i requisiti per incollare il lettore che predilige i racconti dalle atmosfere fosche e con un alto tasso d'azione, e che di sicuro troverà nelle tavole di Paul Azaceta un motivo ulteriore di interesse. Dopo una lunga assenza dalle testate Marvel l'artista è tornato, oltre che a disegnare alcune avventure di Spider-man, a scandire, con il suo inconfondibile tratto denso e nervoso, in maniera secca e dinamica questa storia dal respiro epico e percorsa da esplosioni di brutalità.
Commenti (1)
Coach Outletha scritto:
2012-01-10 04:08:17
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Commenti (1)
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