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23 maggio 2012  



  • Letture - Fumetti - Graphic Novel
  • Hector Umbra
di Andrea Grieco


Una narrazione coinvolgente, un thriller fuori dagli schemi, una graphic novel in fuga dal luogo comune

Hector Umbra

Una fosca e labirintica Monaco fa da ambiente a questa straordinaria graphic novel di Uli Oesterle, illustratore, grafico e autore indipendente tra i più promettenti artisti sequenziali del momento. Che se ne disegnino piazze e monumenti, scorci urbani, locali notturni, la metro o il sistema fognario, è il centro bavarese, con le sue ombre di un passato che lo ha reso protagonista di molti eventi tragici del XX Secolo, a conferire il tono epico e doloroso alla storia narrata da Oesterle. La cover della graphic novel Hector Umbra di Uli Oesterle, Edizioni BDEppure non manca l'ironia in queste tavole che seguono le indagini di Hector Umbra sulla fine del suo amico Osaka Best, rinomato deejay scomparso proprio mentre si esibiva in una delle sue memorabili performance ai piatti.
Un classico thriller? Neanche per sogno. Anche perché sembra che dietro il rapimento di Osaka ci sia un un complotto dai risvolti apocalittici, ordito da entità aliene partorite dall'inconscio umano. Ma non è tutto: il povero Hector o hectoplasma, come preferiscono chiamarlo i suoi amici, sembra sia in grado di entrare in contatto con i morti e abbia la possibilità di vedere ciò che la realtà cela ai più. E non è neppure l'unico, visto che di “fuori di testa” sembra piena la città; e una spregiudicata anchorwoman ne va a caccia per la sua trasmissione, intitolata Proprio pazzi. Se le premesse di questo fumetto sono allettanti, sappiate che lo sviluppo è ancora più sorprendente e il finale è "col botto".
Sembra quasi che Oesterle abbia attinto alcuni spunti dal Pink Floyd The Wall di Alan Parker e li abbia declinati in salsa rave, una ricetta molto “acida”, con al posto del delirio di onnipotenza della rockstar quello di un suonatore di giradischi altrettanto abile nel far scatenare folle di giovani, lasciando inalterata quella sottile e perturbante analogia tra musicisti e i più malevoli trascinatori di masse. Ma è bravo l'autore a lasciare tutto questo nell'ambito delle suggestioni senza impantanarsi nella sciatta retorica socio-politica, anzi, imbastendo il tutto attraverso massicce dosi di fantascienza di marca psicotronica e infarcendo le vignette con un divertito citazionismo, lascia che il racconto si dipani con un ritmo e un tono del tutto singolari e coinvolgenti. Qualità che avranno senz'altro contribuito a far entrare Hector Humbra nella Sélection officielle del festival di Angouléme 2010; e poi, se Ousterle è addirittura considerato un punto di riferimento nientemeno che da Mike Mignola, il creatore di quell'altra eccezionale stramba creatura del fumetto che è Hellboy, un buon motivo ci dovrà pur essere, no?





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