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  • The Human Centipede (First sequence)
di Andrea Grieco


La prima parte del weird-movie di Tom Six, con il mad doctor di turno Dieter Laser. Lo scopo: creare un millepiedi umano

Dieter Laser è il Dr. Heiter in The Human Centipede di Tom Six

Di primo acchitto sembrerebbero esserci tutti i motivi del mondo per desistere dalla visione di questo film: un titolo grottesco, una trama bislacca e un regista tedesco, Tom Six, che da qualche anno a questa parte fa di tutto per meritarsi un posto a fianco a Jörg Buttgereit e Andrea Schnass, alfieri del cinema indipendente germanico losco ed estremo. E le prime sequenze di The Human centipede non è che aiutino a farsi un'idea più lusinghiera di questo primo episodio di una trilogia incentrata sull'eccentrica fantasia di connettere più corpi umani attraverso un unico canale orale-sfinterico per ottenere una bizzarra creatura fornita di svariati arti. La cover del DVD di The Human Centipede di Tom SixA quale scopo? Apparentemente nessuno, se non soddisfare l'ossessione del mad doctor di turno e contemporaneamente carpire, in tempi di omologazione visiva, la curiosità del cinefilo che non ha paura di imbattersi in un weird-movie. Per costoro Tom Six riserva una gradita sorpresa, perché dopo un incipit dei più triti, con le malcapitate di turno che in seguito a un incidente trovano rifugio, manco a dirlo, nella casa del succitato scienziato misogino, riesce a tenere desta l'attenzione dello spettatore con un ritmo e una compostezza che hanno del miracoloso. Non è facile infatti, rendere credibile due donne e un uomo che deambulano gattoni per la villa/ambulatorio dello scienziato con la faccia dell'una chirurgicamente legata all'ano dell'altro, con tutti gli inconvenienti che il caso comporta. Il ridicolo e l'insostenibile sono sempre dietro l'angolo, e anche l'espressione arcigna con cui il segaligno attore Dieter Laser rende dall'inizio alla fine il personaggio del folle Dr. Leiter rappresenta una seria minaccia alla sopportazione del fruitore; però il film sa districarsi da tali pericoli e farsi interessante, e in certi momenti addirittura concitato e teso.
Six è probabilmente molto più scaltro di quanto le sue precedenti fatiche non gli hanno consentito di apparire, è molto probabilmente un fine conoscitore del cinema di genere, tanto da saper ben amalgamare situazioni e atmosfere degli horror più audaci e azzardati degli anni Ottanta e Novanta, di certe pellicole di Stuart Gordon e Brian Yuzna tanto per intendersi, e al contempo concedersi una personalissima declinazione del tocco di ineffabile paura alla Jacques Tourneur, che in Human Centipede viene omaggiato con una scena ambientata in piscina, proprio come nel classico Bacio della pantera. Se poi si aggiunge anche una smaccata sensibilità per il cinema nipponico “alla Miike”, ci si può fare un'idea di quali regole sottendano questo gioco.
A rendere ancor più appetibile il disco della Bounty film è il numero e la qualità degli extra, che per una volta tanto ci ricordano che anche il supporto digitale ha la sua ragion d'essere: dal folle backstage alle scene eliminate è tutto un divertimento.





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