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  • Blake Edwards: Colui che rise per ultimo
di Federica Aliano


Il grande regista si è spento a ottantotto anni. Il suo lascito è eterno, come Colazione da Tiffany

Blake Edwards

Complicazioni per la sua polmonite. Ecco cosa ha lasciato il mondo privo di uno dei registi che hanno fatto la storia del cinema, nonché vedova quella adorabile ed elegantissima signora che risponde al nome di Julie Andrews. Blake Edwards aveva ottantotto anni, qualunque malattia poteva essergli letale. Il mondo è meno allegro oggi, non solo in segno di lutto e rispetto, ma soprattutto perché se n’è andato uno dei maestri della comicità, uno che sapeva inventare la risata mescolando bene i giusti ingredienti. I suoi film sono indimenticabili, del resto aveva inventato La pantera rosa, e reso grande Peter Sellers. Del resto, uno che firma un film essenziale, dalla imprescindibile comicità come Hollywood Party non è un uomo che si incontra tutti i giorni.
Eppure Edwards non è mai stato ben visto dagli Studios (noi che amiamo Colazione da Tiffany non la capiremo mai questa cosa), nonostante la maggior parte dei suoi film fossero dei clamorosi successi. L’Academy Award arrivò tardi, alla carriera, solo nel 2008. L’uomo che sposò Mary Poppins ricevette a ottantasei anni la sua meritata standing ovation.
Divertente, autoironico, ma non troppo affabile né con gli attori (storico ormai il suo amore-odio con Sellers) né con le produzioni, ha sperimentato diversi generi, molto spesso facendo entrare i suoi film nella storia del cinema a pieno diritto. Attore, sceneggiatore, produttore, oltre che regista, iniziò il suo lavoro scrivendo per i drammi teatrali, e poi via via sempre più su, fino alle stelle che compongono il firmamento degli indimenticabili, passando per la direzione dei più grandi interpreti dell’epoca. Jack Lemmon era il suo preferito, colui che avrebbe voluto per ogni film della sua vita, non ne ha mai fatto mistero. Oggi non lo piangono solo sua moglie e i quattro figli (due avuti dalla prima moglie, Patricia Walker, due adottati in Vietnam, insieme a Julie Andrews), ma il mondo del cinema tutto, e non solo, perché si piange sempre un uomo capace di portare gioia a noi comuni mortali.
Blake Edwards era un uomo che amava ridere, e lo ha fatto fino all’ultimo. Basti ricordare come iniziò a vedersi con colei che sarebbe poi diventata sua sposa fino alla fine dei giorni: dichiarò alla stampa che pensava che Julie Andrews fosse “così dolce che deve avere delle violette in mezzo alle gambe”. Lei, spiritosa quanto lui, gli inviò un mazzo di violette e un invito a cena. Rimasero insieme per sempre, ed Edwards cercò di scollarle di dosso, invano, l’immagine di Maria in Tutti insieme appassionatamente facendole interpretare Mata Hari. Ci riuscirà solo in seguito, quando la dirigerà nel bellissimo e ambiguo Victor Victoria.
Campione anche della commedia commerciale (tra gli ultimi lavori ci sono Appuntamento al buio e Nei panni di una bionda, che gioca ancora, ma in modo diverso, sull’ambiguità sessuale), Edwards diresse anche un film molto personale, quel S.O.B. – son of bitch che criticava tanto gli studios attraverso il lavoro di un regista a loro inviso.
Vi lasciamo con l’ultimo ricordo: la sera in cui strappò letteralmente di mano l’Oscar a Jim Carrey, seduto su una sedia impazzita. Perché vorremmo sempre pensare a Blake Edards con un sorriso sulle labbra, meglio se un po’ malizioso.










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