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  • Nel nome di Pete Postlethwaite
di Alessandro De Simone


Ci lascia uno dei migliori caratteristi degli ultimi vent’anni, attore inglese dalla classe innata

Pete Postlethwaite

Quando muore un grande caratterista e si deve scriverne un meritato articolo commemorativo, ci si rende conto di quanto il cinema venga reso grande da questi volti dalla straordinaria espressività e dalle loro eccezionali interpretazioni. Nel caso di Pete Postlethwaite, che a sessantaquattro anni ha perso la battaglia con il cancro, pensiamo subito di dover ringraziare Jim Sheridan per avergli offerto il ruolo di Giuseppe Conlon in Nel nome del padre, dove riesce a eclissare un attore come Daniel Day-Lewis. Eppure questo inglese del Cheshire, come il gatto di Alice, faceva il suo mestiere facendosi apprezzare da quasi vent’anni prima di essere scoperto dal grande pubblico. Dopo una lunga gavetta nelle produzioni televisive inglesi e ovviamente moltissimo teatro, Postlethwaite inizia ad affacciarsi sul grande schermo verso la metà degli anni Ottanta, periodo assai fortunato per il cinema britannico, in piccoli ruoli in film come Pranzo reale, La sarta e Voci distanti... sempre presenti, secondo episodio della Neon Trilogy di Terence Davies.
La prima grande occasione arriva però nel 1992, offerta da un regista che con i bravi attori si è sempre trovato molto bene. David Fincher lo vuole come detenuto della colonia penale stellare di Alien 3 e subito dopo un altro cineasta straordinario come Michael Mann gli offre il ruolo del capitano Beams ne L’ultimo dei Mohicani, dove incrocia il suo futuro figlio Day-Lewis.
Nel nome del Padre lo porta addirittura alle soglie dell’Oscar, in un anno straordinario in un cui si trova in lizza con Ralph Fiennes, John Malkovich e Leonardo DiCaprio. Vengono tutti battuti da Tommy Lee Jones, ma Pete sarebbe stato senza dubbio meritevole.
Il successo del film e il suo talento gli aprono le porte di Hollywood e il giovane geniaccio Brian Synger lo vuole per interpretare il misterioso avvocato Kobayashi ne I soliti sospetti, e un altro quasi esordiente dalle belle speranze, Baz Luhrmann, gli offre il ruolo di padre Lorenzo in Romeo + Giulietta. Addirittura Steven Spielberg lo vuole per il suo affresco antischiavista Amistad, ma in realtà le soddisfazioni maggiori per Postlethwaite arriveranno dalla sua terra natia con una serie di piccoli film che girano i festival e in cui lui tratteggia tanti personaggi memorabili, dal minatore direttore d’orchestra di Grazie, signora Thatcher al pittore di piloni elettrici di Fra i giganti.
Gli anni Duemila sono caratterizzati da tante parti secondarie, ma proprio il 2010 lo ha visto in due piccoli ma importantissimi ruoli in due grandi successi, Inception di Christopher Nolan, e soprattutto The Town di Ben Affleck, dove fa venire letteralmente i brividi come spietato gangster irlandese amante dei fiori.
Avremo modo di godere nei prossimi mesi della sua ultima interpretazione in Killing Bono, una divertente commedia di Nick Hamm, e per fortuna, grazie a DVD e Blu-ray, Pete Postlethwaite e la sua bravura ci accompagneranno ogni volta che vorremo.





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