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23 maggio 2012  



  • Letture - Fumetti - Comics
  • Marvel Zombies. Il Ritorno
di Andrea Grieco


Non sempre gli eroi difendono l'umanità: il lato oscuro è sempre in agguato. Anche alla Marvel

Marvel Zombies. Il Ritorno

Per gli aficionados delle produzioni Marvel non è certo un segreto il fatto che i personaggi dei suoi fumetti siano soggetti alle più eccentriche e fantasiose rivisitazioni, che le saghe attualmente in corso stanno mutando le psicologie e le identità dei personaggi più celebri della casa editrice e, in alcuni casi, stiano rivoluzionando il concetto di epica nella narrazione sequenziale.
Per confermare tutto ciò basterebbe anche solo sfogliare il volume Marvel Zombies. Il Ritorno, un albo il cui contenuto farà sicuramente accapponare la pelle a quanti solitamente considerano edulcorate e politicamente corrette le storie partorite dalla “casa delle idee”: costoro restino comunque tranquilli, che quanto raccontato in questo fumetto non tange, almeno per il momento, le serie regolari. La cover del fumetto Marvel Zombies. Il RitornoIl tutto infatti, si svolge in uno dei paradossi spazio-temporali del multiverso, struttura cosmica che comprende gli infiniti mondi paralleli esistenti.
In uno di questi un morbo ha reso i supereroi dei veri e propri zombie, senza però privarli dei loro sconfinati poteri volti, oramai, soltanto alla loro inestinguibile fame. Ma cosa succede quando per qualche spiacevole circostanza gli eroi infetti dovessero trovare il modo di accedere al nostro mondo? Facile intuirlo: siccome non ci troviamo di fronte a orde di morti viventi barcollanti, ma di esseri dall'incommensurabile forza come Hulk, dall'agilità di Spiderman, o dalle dimensioni spropositate di Giant-man, la razza umana è stata letteralmente spazzata via nel giro di poche ore. E siccome ai super poteri corrisponde un altrettanto super appetito, non resta altro da fare ai macilenti e inferociti eroi in calzamaglia e i loro altrettanto famigerati antagonisti che andare in cerca di nuovi mondi da divorare, cortocircuitando le già altrettanto complesse vicende che li vedono protagonisti nelle loro rispettive realtà.
Artefice di questa eccentrica rilettura è l'estroso e prolifico Fred Van Lente, il soggettista e sceneggiatore che, insieme a Ed Brubaker e Brian Michael Bendis, sta contribuendo alla trasformazione dell'universo Marvel, concependo storie ricche di azione e ironia, con un piglio ludico-referenziale tipico dell'attitudine postmoderna. Ovvio che a disegnare questo profluvio di immaginazione ed efferatezze siano state chiamate a raccolta alcune delle matite più promettenti del momento, tra cui spiccano il tratto limpido e plastico di Nick Dragotta e quello oscuro e rigoso di Jason Shawn Alexander. Impreziosiscono questo albo di truculenti avventure le copertine realizzate per gli albi originali da un lisergico Arthur Suydam.
Di sicuro uno degli universi futuri della Marvel si originerà proprio da queste pagine imperdibili, per buona pace di chi crede che lo spirito di giustizia di Capitan America o il genio di Tony Stark (alias Iron Man) siano sempre al servizio dell'umanità.





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