Saoirse Ronan protagonista de L’ospite, tratto da Stephenie Meyer
di Pierpaolo Festa
Saoirse Ronan, rising star già vista in Amabili resti, Espiazione e presto nell’action thriller Hanna, è stata ingaggiata come protagonista de L’ospite (in originale The Host), adattamento del libro di Stephenie Meyer edito in Italia da Rizzoli. La scrittrice lo ha pubblicato nel 2008, dopo aver ultimato la Twilight Saga.
Si tratta di una storia romantica che si sviluppa su una cornice apocalittica che ricorda molto l'invasione degli ultracorpi. Il nostro mondo è stato invaso da un nemico invisibile. Gli umani sono diventati gli ospiti di questi invasori: le loro menti vengono sopraffatte, mentre i corpi rimangono intatti e apparentemente immutati. La verità, però, è che gran parte dell’umanità è stata contagiata. Quando Melanie - uno degli ultimi esempi di umani definiti “selvaggi” - viene catturata, lei è sicura che sia la sua fine. Wanda, l’entità che invade la sua anima, era stata avvertita delle sfide che si potevano correre vivendo all’interno di un essere umano: le potenti emozioni, i cinque sensi e una memoria troppo vivida. C’è però un altro problema che Wanda non si aspettava, e cioè il rifiuto di Melanie di soccombere totalmente. Esplorando i pensieri della ragazza, Wanda scopre il suo amore per Jared, finendo anche lei contagiata da quel potente sentimento e mettendosi alla ricerca di quell’uomo, uno degli ultimi sopravvissuti all’invasione. Che si ami o meno la letteratura della Meyer, la cosa più interessante del progetto è che è stato adattato da Andrew Niccol, già regista dei notevoli Gattaca, S1m0ne e Lord of War.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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