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  • W.E.: l’amore ha due facce
di Valeria Roscioni


Eleganza forzata e sentimenti potenti: così Madonna racconta un’inedita Wallis Simpson

Un'iimagine di W.E. di Madonna

Non si muore per amore. I nostri cantautori lo hanno ripetuto a più riprese. Sbagliavano. La morte per mano dei sentimenti è di quelle difficili da certificare, mai inequivocabilmente constatabili, sempre sfuggenti, nascoste, ambigue. La morte della donna Wallis Simpson per mano del suo sentimento totalizzante nutrito nei confronti del Re Edoardo VIII è una di quelle. Ne nacque Wallis Simpson il personaggio pubblico, bistrattato e rincorso dalla stampa, chiacchierato e parte stabile dell’immaginario collettivo.
Con W.E. Madonna tenta di gettare luce nella stretta intercapedine che separa questo lutto dal nastro rosa mediatico, mostrando quanto un amore che ha ucciso nel passato possa generare nuova vita in seguito se guardato con gli occhi giusti. È così che la storia di una Wallis attuale, tradita dal marito violento e intrappolata in un matrimonio che ne mortifica la personalità, si interseca con quella della Simpson in un gioco di racconti e di specchi che passa attraverso una mostra e il ritrovamento di lettere andate perdute. Una Abbie Cornish, il cui fascino è volutamente frustrato dai costumi, si aggira tra i cimeli della vita della scandalosa coppia rivivendone i ricordi, i passaggi fondamentali, mentre la sua esistenza può e deve prendere una direzione diversa anche grazie a questo scorrere del tempo in parallelo. Ma la giustapposizione non giova alla riuscita tanto quanto le saltuarie incursioni del presente nel passato e viceversa. Che si incontrino effettivamente o si sentano vivere, le due donne rimangono intrappolate in una narrazione dove i minuti si dilatano all’infinito e il pathos serpeggia senza mai esplodere in una perenne attesa mai soddisfatta di vivere, finalmente, un’emozione.
La mano che racconta indugia troppo spesso per sottolineare una voglia di eleganza che trascende nel suo opposto e per orientare lo spettatore tra similitudini di per sé palesi. Persino la musica sbaglia i suoi tempi e Sacro e Profano, prima prova di Madonna alla regia, appare un esperimento fresco e spontaneo ormai tristemente lontano.
Non si muore per amore, forse è vero. Si poteva finalmente dar prova del contrario e invece si rimane bloccati sulla soglia.





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