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di La Redazione


I film più interessanti dalle maggiori sezioni della Mostra al Lido

68. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

EDITORIALI


Back in (Venice) Town
È passato un anno dall’ultima volta che vi abbiamo parlato da questo spazio, un anno durante il quale, forse, qualcuno di voi, si è chiesto che fine avessimo fatto. L’ultima volta stava per partire la Mostra di Venezia; oggi siamo di nuovo qui, alla Mostra d’Arte Cinematografica, pronti a raccontarvi come nostra consuetudine tutto il meglio e il peggio della kermesse.

Venezia 68: Il Festival dei calci in culo
“Adesso vieni in sala con me e se non ci sono posti usciamo e ti prendo a calci in culo”. Il fine intellettuale che ha pronunciato questa massima è uno degli addetti di sala della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La persona che avrebbe dovuto subire il trattamento di cui sopra il sottoscritto, accreditato stampa del festival dal 1999 e frequentatore dello stesso dal 1996.



CONCORSO


Killer Joe: family business
William Friedkin dirige un pulp grottesco e iperviolento dallo stile superbo e con grandi interpreti. Enorme cinema moderno di un grande vecchio

Texas Killing Fields: buon sangue non mente
Un thriller sporco e infangato, un delitto irrisolto e un luogo maledetto. L’opera seconda della figlia di Mann dimostra che le lezioni a volte si imparano

Le idi di marzo: Non che io non amassi Cesare...
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.

Carnage: che la festa abbia inizio
Roman Polanski coglie con intelligenza e crudeltà le mille ipocrisie della borghesia. Gran ritmo e attori superlativi

Un été brûlant: cartoline decadenti
La pellicola di Philippe Garrel è un’estate afosa e torrida, irrespirabile. Un clima insensato che non riflette alcuna stagione

L’ultimo terrestre: Loving the Alien
Finalmente qualcosa di davvero nuovo nel panorama italiano. L’esordio di Gipi nel lungometraggio parla con leggerezza di temi fortissimi

A Dangerous Method: farsi coinvolgere dai pazienti
Una tripla biografia che si trasforma solo in una morbosa love story. Keira Knightley nella sua peggiore interpretazione

Contagion: mondando i peccati del mondo
Steven Soderbergh si cimenta in un virus movie militante solido e ben raccontato

Shame: solitude standings
Steve McQueen si conferma un autore a tutto tondo. Fassbender miglior nudo integrale maschile di tutti i tempi

Terraferma: in fondo al mar…
In un’isola sperduta Crialese racconta la sua storia illustrata di mare, clandestini, e famiglia

A Simple Life: una storia piccola piccola
Un racconto semplice, una vita minuta, un’emozione forte. Ann Hui porta sullo schermo un mondo piccolo senza pretendere di renderlo grande e lo rende universale

Wuthering Heights: Amo il mio carnefice
Terra, sangue, passione e rabbia. Il sentimento amoroso di Emily Brontë secondo Andrea Arnold



FUORI CONCORSO

W.E.: l’amore ha due facce
Eleganza forzata e sentimenti potenti: così Madonna racconta un’inedita Wallis Simpson

Questa storia qua: anima fragile
Ben realizzato, ma soprattutto vero e sincero il documentario sulla più grande rockstar italiana



CONTROCAMPO ITALIANO

Cose dell’altro mondo: non è un paese per tutti
La favola amara di Patierno gode di una patina divertente sotto la quale nasconde un certo vuoto

Pivano Blues - Sulla strada di Nanda: grazie
Teresa Marchesi racconta la vita di una donna combattiva e sognatrice che tanto ha dato alla nostra cultura e troppo poco in cambio ha ricevuto

ARTICOLI

Il Cinema in rivolta. Marco Bellocchio e I pugni in tasca
Un viaggio nel tempo, tra interviste e riflessioni, alla ricerca dell'animo ribelle dell'esordio di Marco Bellocchio







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