Il più grande editore italiano di nuvole parlanti di sempre se n'è andato. Ma sarà sempre con noi
Era il luglio del 2009 quando Boris Sollazzo e il sottoscritto ci mettemmo in macchina e a tempo di record raggiungemmo Milano dalla Capitale per andare a coronare il sogno di una vita, una di quelle giornate di lavoro che ti fanno capire perchè guadagnare poco e sbattersi sempre più dell'umanamente dovuto per fare il mestiere dello scrittore valga davvero la pena.
L'appuntamento era alle tre e mezza di un caldissimo pomeriggio per incontrare Sergio Bonelli nei suoi uffici di via Buonarroti e quello che ci siamo detti lo potete leggere sempre qui su Alphabet City. Oggi purtroppo dobbiamo raccontare la fine di quella storia, perché il signor Bonelli ci ha lasciati, orfani della sua passione nel far capire che i fumetti non sono una cosa da ragazzini, ma una forma d'arte complessa e meravigliosa.
Anche per questo la vita di Sergio Bonelli, classe 1932, è stata un'avventura meravigliosa e predestinata, figlio di Gianluigi e Tea, creatore di Tex il primo, eccezionale editrice delle opere del marito e di molti altri talenti storici del fumetto italiano la mamma. Dopo una lunga gavetta nell'azienda di famiglia, Sergio prende in mano quella che era all'epoca la Cepim nel 1957, trasformandola anni dopo nella factory creativa che porta oggi il suo nome e che in mezzo secolo di attività ha creato personaggi straordinari e indimenticabili come Martin Mystere, Dylan Dog, Nathan Never e molti altri, senza dimenticare i suoi figli preferiti, Zagor e Mister No, suoi alter ego a fumetti, soprattutto il secondo, nati dalla sua insaziabile curiosità e dal suo amore per i viaggi e l'avventura.
Ma la grande forza di Sergio Bonelli è sempre stata quella di credere nelle persone, anche se a volte le idee dei suoi autori non incontravano i suoi gusti personali, ma capendo che il pubblico poteva avere dei diversi desideri e bisogni. Alfredo Castelli, Tiziano Sclavi, Giancarlo Berardi, Gianfranco Manfredi, Michele Medda, Antonio Serra, Bepi Vigna, alcuni dei nomi che hanno contribuito alla crescita e al consolidamento di questa realtà tutta italiana che negli anni Ottanta, con Tex, Dylan Dog e Martin Mystere che vendevano alla grande, sembrava poter finalmente sdoganare definitivamente la cultura del fumetto nel salotto buono. Ma non è stato così, perché purtroppo anche per le nuvole parlanti l’unica legge che conta e quella del mercato, e quando le cose sono cominciate ad andare male il "giovane" Sergio Bonelli ha pensato bene di andare contro la sua stessa concezione di serialità fumettistica dando via libera alle miniserie, formato tipicamente statunitense che applicato al talento degli scrittori e disegnatori bonelliani ha portato a piccoli gioielli come Demian, Volto nascosto e Cassidy, tra gli altri. Ed eguale fortuna hanno avuto i romanzi a fumetti, corposi tomi che vendono trentamila copie di media, numeri che molta letteratura “seria” non vede neanche col cannocchiale.
Con Sergio Bonelli se ne va uno degli ultimi pezzi d’Italia di cui andare orgogliosi, a dispetto delle critiche che lo hanno accompagnato per buona parte della sua vita e che gli arrivavano proprio dal suo mondo, accusandolo spesso di avere ridotto l’arte del fumetto italiano a un passatempo per ragazzini brufolosi. Ma albi di Dylan Dog come Memorie dall’invisibile, Johnny Freak, Il buio, Il lungo addio, o le saghe fantascientifiche che da anni caratterizzano lo sviluppo narrativo di Nathan Never, sono momenti di letteratura di genere di livello sublime in senso assoluto, messe in tavola da artisti straordinari, da Casertano a Piccatto a Castellini e tanti altri.
Sergio Bonelli se n’è andato, ma gli eroi sono ancora tutti lì, e ora toccherà al figlio Davide continuare dove la storia si è interrotta, speriamo ancora con Mauro Marcheselli come braccio destro.
Addio signor Bonelli, non la dimenticheremo mai.
Commenti (5)
GIOVANNI PERNAha scritto:
2011-09-26 18:20:36
3 PAROLE: GRANDE GRANDE GRANDE.
soniaha scritto:
2011-09-26 18:45:27
Sono senza parole, così vado a leggere l'ultimo albo di Martin Mystere, forse è il modo midliore per commemorarlo.
salvatoreha scritto:
2011-09-26 20:46:45
è una persona da non dimenticare per noi lettori!!!
salvatoreha scritto:
2011-09-26 21:15:29
grazie.
QQQha scritto:
2012-02-01 08:34:23
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Commenti (5)
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GIOVANNI PERNA ha scritto: 2011-09-26 18:20:36
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sonia ha scritto: 2011-09-26 18:45:27
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salvatore ha scritto: 2011-09-26 20:46:45
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salvatore ha scritto: 2011-09-26 21:15:29
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QQQ ha scritto: 2012-02-01 08:34:23
3 PAROLE: GRANDE GRANDE GRANDE.
Sono senza parole, così vado a leggere l'ultimo albo di Martin Mystere, forse è il modo midliore per commemorarlo.
è una persona da non dimenticare per noi lettori!!!
grazie.
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