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  • The Departed
di Silvia Quadraccia


Scorsese vince l'Oscar, finalmente, grazie a un film che esalta il suo stile grandioso. Viva Scorsese, soprattutto quello di una volta...

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Ecco finalmente un film di Scorsese. Uno di quei film che ti tengono incollato alla poltrona fino alla fine, che ti sorprendono ad ogni nuova sequenza. Con questo suo ultimo lavoro Scorsese torna ad affrontare una tematica a lui “cara”, come quella della Mafia, in una maniera del tutto innovativa, per costruire un’opera che sarebbe riduttivo tentare di imbrigliare in un genere.The Departed è una sorta di manuale del cinema non solo contemporaneo, in esso, infatti, si possono trovare, al tempo stesso, la più classica delle narrazioni forti grazie ad una trama perfetta e la frizzante modernità di alcune battute “alla Tarantino” fortemente antinarrative. C’è la forza della recitazione come anche la potenza evocativa dell’immagine autoriale e sperimentale. Siamo veramente di fronte ad un nuovo classico di Scorsese, dove, il mondo non si divide tra buoni e cattivi, dove i personaggi sono costantemente in bilico tra la luce e l’ombra, dove il libero arbitrio è un miraggio e la drammaticità della vita si manifesta in maniera apocalittica, quando il fato è ineluttabile quanto in una tragedia greca e il finale non può essere che dolorosamente catartico, come a voler liberare anche lo spettatore da una tensione troppo forte da portare con se all’uscita dalla sala. Un mondo simile, in alcuni tratti, a quello descritto in Casinò più che in Quei bravi ragazzi dove tuttavia le scelte individuali appaiono ancora più condizionate, perché frutto di una imposizione dichiarata più che di una scelta, anche se per certi versi “obbligata”. I personaggi semi “mitologici” di Casinò sono diventati a distanza di undici anni personaggi umanissimi eternamente sull’orlo di una crisi esistenziale, tormentati da un dubbio che non può trovare, come accadeva ai loro “antenati” di celluloide, alcuna certezza nel mondo che li circonda perché non si riconoscono più nei valori dei vecchi tempi, quelli dei propri “padri”(reali o fittizi). Non c’è più epica, non c’è morale, non c’è redenzione, non c’è vittoria…ma una sorta di nichilismo disarmante che congela per sempre chi non ha potuto (ma chi può?) scegliere fra un“bene” e un “male” dai confini sempre più labili.

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