Grazie al cielo esistono ancora, quelle figure leggendarie che riescono in qualche modo ad indirizzare la tua vita, facendoti capire con la semplicità di un gesto, quello di una pagina da sfogliare, cosa vuoi davvero dalla tua confusa esistenza.

Grazie al cielo esistono ancora, quelle figure leggendarie che riescono in qualche modo ad indirizzare la tua vita, facendoti capire con la semplicità di un gesto, quello di una pagina da sfogliare, cosa vuoi davvero dalla tua confusa esistenza. Uno di questi guru vive in Inghilterra, a Londra, è tifoso dell'Arsenal (ancora si rammarica della cessione di Liam Brady alla Juventus nel 1980), è un grande esperto di musica e ogni due o tre anni si diletta a fare lo scritttore di successo. Il suo nome è
Nick Hornby e il sottoscritto gli deve grande riconoscenza, perché i suoi quattro romanzi sono stati fonte d'ispirazione nei momenti più cupi della mia carriera. Il buon Nick non poteva certo non essere portato sullo schermo, cosa fatta fino a questo momento tre volte (in precedenza ricordiamo
Febbre al 90° e
Alta fedeltà, mentre aspettiamo con ansia la trasposizione di
"Come diventare buoni", sua opera più complessa e difficile) e
About a Boy è senza alcun dubbio un'isola felice in un desolante panorama, quello dell'attuale produzione cinematografica americana. Il merito è ovviamente da ascrivere a chi questo film l'ha voluto fortemente, ovvero il protagonista e produttore (e anche sceneggiatore non accreditato)
Hugh Grant, assolutamente perfetto nella parte di Will, sfaccendato trentasettenne in caccia degli artisti di strada che gli rubano i diritti d'autore e di qualcosa che dia un senso alla sua vita. Tutto questo senza immaginare che il suo più grande desiderio si potesse materializzare sotto forma di Marcus, un dodicenne disadattato con la madre hippy. Eppure, è così semplice darsi una ragione per alzarsi dal letto la mattina? Non c'è molto di più da dire di
About a Boy, perché l'essenza del film, come del resto dello splendido romanzo, sta tutta qui. Ciò che ci insegna Hornby è semplicemente di riuscire a trovare un senso alla propria esistenza, perché ci sono delle cose imprescindibili con cui prima o poi, volenti o nolenti, dobbiamo fare i conti. La forza del film risiede proprio in questo, nell'abilità dei fratelli Weitz di riuscire ad equilibrare una sceneggiatura che si regge come un castello di carte, dando spazio ai due personaggi principali e facendoli poi interagire con il mondo che li circonda, una terra ostile che riescono a rendere migliore con la loro voglia di andare avanti.
Hugh Grant è al suo meglio e conferma la bellissima prova già data ne
Il diario di Bridget Jones,
Toni Collette è una Fiona assolutamente perfetta,
Rachel Weisz illumina la scena con la sua bellezza irraggiungibile, ma le grandi sorprese sono
Nicholas Hoult, un Marcus formidabile, e la regia notevole dei
Weitz Bros che da
American Pie hanno fatto passi da gigante, riuscendo a dare ad
About a Boy una confezione di classe con alcune soluzioni visive e narrative degne di nota.
Ultima doverosa segnalazione per la colonna sonora di
Badly Drawn Boy, al secolo
Damon Gough, esponente di spicco del nuovo pop-folk inglese, che ha confezionato una soundtrack favolosa su misura per il film. Indovinate chi lo ha scelto? Ma il vecchio Nick, naturalmente. Se voi sapeste quanto è difficile fare una cassetta per una persona a cui si tiene...
PERSONAGGI ED INTERPRETI:
Will: Hugh Grant
Marcus: Nicholas Hoult
Fiona: Toni Collette
Rachel: Rachel Weisz
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CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Chris e Paul Weitz
Sceneggiatura: Chris e Paul Weitz, Peter Hedges, dal romanzo di Nick Hornby "Un ragazzo"
Fotografia: Remi Adefarasin
Montaggio: Nick Moore
Musiche: Badly Drawn Boy
Costumi: Joanna Johnston
Scenografie: Jim Clay
Distribuzione: UIP
Durata: 101'
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Commenti (1)
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Oqesromb ha scritto: 2010-08-03 22:41:01
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