Il fondatore e il vice presidente dell’organizzazione impegnata nell’insegnamento della fotografia ci scrivono direttamente da uno dei loro laboratori in Africa
Martedì 16 Dicembre Giorgio Palmera e Gino Bianchi di Fotografi Senza Frontiere sono partiti da Roma per L'Uganda con l'obiettivo di iniziare un nuovo progetto di formazione.
Noi di Alphabet City li abbiamo incontrati pochi giorni prima della loro partenza, durante la presentazione del loro ultimo libro, in quell'occasione ci avevano promesso un loro diario di viaggio su questo progetto che durerà fino a febbraio.
Ecco il racconto del loro primo arrivo, a una settimana circa dalla loro partenza:
"L'avventura dei fotografi senza frontiere in Uganda comincia con la notte tiepida di Kampala.
neanche siamo arrivati e già si lavora: la guardia dell'albergo, un guerriero Kalamagion armato con un Kalasnikov vuole una foto con noi, non possiamo rifiutare.
Dormiamo poco cercando di sottrarci agli attacchi di zanzare molto aggressive e all'alba siamo di nuovo in viaggio, destinazione Kalongo, un campo profughi a circa 500 km dalla capitale.
Attraversiamo il paese a bordo di un fuoristrada che deve farsi largo tra biciclette e colonne di persone che marciano in fila indiana: 13 ore di sbalzi, scossoni e saltelli sul sedile.
Almeno il panorama è mozzafiato: un susseguirsi di foresta, corsi d'acqua con rapide e savana infuocata, con tanto di babbuini che ci guardano sospettosi dal bordo della strada.
Il computer di bordo segna 35 gradi centigradi e non tira un alito di vento...
Scopriamo Kalongo il mattino seguente: un agglomerato di capanne di fango e paglia che circonda la missione comboniana dove si trovano un ospedale e gli uffici delle ONG che lavorano qui, ognuna con il suo cartello in bella mostra, adagiato ai piedi di una collina solitaria che emerge dalla terra come un totem ancestrale nel bel mezzo di una vasta pianura bruciata dal sole.
Le attività nel villaggio si svolgono dall'alba fino all'ora di pranzo, dopo fa troppo caldo anche solo per pensare di muoversi: donne in fila al pozzo per il primo rifornimento d'acqua, ragazzi che spazzano lo spiazzo davanti la capanna e uomini e donne che si mettono in marcia, sempre in fila indiana, diretti ai campi o al mercato. torneranno solo la sera, quando la notte è già scesa sul villaggio.
Dopo un breve giro tra le capanne, dove siamo inseguiti da sciami di bambini chiassosi e saluti pieni di sorrisi andiamo a conoscere i nostri prossimi allievi, 22 ragazzi timidi e silenziosi che ci guardano un po' spauriti ma basta mostrare loro le macchine fotografiche per rompere il ghiaccio.
Un'altra notte di combattimenti con le zanzare, un altra sveglia all'alba, altre tredici ore di macchina per tornare a Kampala, dove acquistiamo le ultime cose necessarie per la realizzazione del laboratorio.
Siamo impazienti di cominciare a lavorare, intanto ci godiamo il Natale." Gino Bianchi
Fotografi Senza Frontiere crea dei laboratori in paesi disagiati per insegnare l'uso del linguaggio fotografico e della tecnica fotografica ai più giovani. Sebbene la prima accusa che spesso si vedono attribuire sia quella di impegnarsi in un'attività secondaria rispetto ai bisogni primari delle popolazioni svantaggiate, loro sono fermamente convinti che donare "un’opportunità di impadronirsi di una forma espressiva, di guardare con occhio critico ma partecipe il proprio universo culturale, di comprendere e comunicare agli altri la propria realtà", possa diventare un’importante leva di emancipazione e di crescita sociale/culturale, per questo da non sottovalutare.
"Guardare il mondo e guardarsi attraverso l’obbiettivo, per quello che si è." Al loro motto aggiungiamo una storia come quella di Saul e ci avviciniamo alla loro idea di cooperazione. Saul Palma Cruz, infatti, è stato il primo allievo di Fotografi Senza Frontiere, a partire dal 2005 si è trasferito in Italia e studia allo IED grazie ad una borsa di studio. Fotografa dal 1997.
Un omaggio al mondo di Lewis Carroll, la tanto sognata Wonderland che ha ispirato artisti di tutto il mondo. Un viaggio attraverso lo specchio per scoprire i tanti volti di Alice
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