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29 luglio 2010  



  • Suoni - Live - REPORTAGE
  • In tour col Boss: Bruce Springsteen a Monaco
di Pierpaolo Festa


Prima tappa del nostro reportage del Working on a Dream Tour. A 59 anni suonati, The Boss si conferma il più grande live performer vivente. E noi vi raccontiamo i dietro le quinte dal concerto dell’Olympiastadion

Bruce Springsteen sul palco

Ricordate il protagonista di Febbre a 90° di Nick Hornby? Era un uomo pronto a sacrificare tutto per dedicare la sua totale devozione alla squadra del cuore. Se è vera la teoria secondo la quale il mondo si divide in due (chi ama Bruce Springsteen e chi non lo ha mai visto dal vivo), è possibile applicare il principio di Hornby anche per il Boss. Potremmo dividere la ‘scala della follia’ del fan springsteeniano da 1 a 5: il primo gradino rappresenta chi non si perde almeno una tappa live nel proprio Paese. Il livello 5 è, invece, colui pronto a seguire il suo idolo in ogni dove, mettendo lavoro, vita privata e famiglia “temporaneamente” in secondo piano. Chi scrive confessa di identificarsi intorno alla fascia 2,5.

Alle 8 del mattino ci sono già 158 persone in fila all’Olympiastadion di Monaco. Mancano sette ore all’apertura dei cancelli e una volta dentro sarà il momento più duro del giorno: quello delle due ore di attesa. Perché, se anche sul biglietto c’è scritto “inizio 19.30”, Bruce si fa sempre aspettare almeno una quarantina di minuti. Sono dieci anni che il musicista è in tour non-stop: diciamo che non è proprio il tipo che ama stare in pantofole davanti alla TV di domenica. E, grazie a Dio, sua moglie Patti Scialfa gli permette di andare in giro per il mondo, prendendosi lei cura del focolare familiare (la coppia ha tre figli). Lo scorso anno era la volta del Magic Tour, adesso il Boss si concentra sui sogni, sempre accompagnato dai compagni di una vita, la E-Street Band, che per lui è più di una famiglia. Benvenuti dunque a una delle serate più memorabili della vostra vita: il Working on a Dream Tour.
Dagli spalti dello stadio, la gente vede un paio di fuoristrada accostarsi al palco e, a quel punto, parte l’applauso: Bruce & la Band ci mettono pochi secondi a scendere dalle auto ed entrare in scena intonando le note di Badlands e facendo tremare di qualche centimetro l’indicatore sismico bavarese. Il prologo del Boss dura circa una ventina di minuti con brani come My Lucky Day (dall’ultimo album, cantata “bocca a bocca” con Little Steven) a No Surrender e Outlaw Pete, fino alla bellissima Spirit in the Night in cui si presta interamente al pubblico, quasi gettandosi sulla folla. Se facesse cinema, sarebbe un grande attore: il suo concerto è un vero e proprio show, in cui il Boss dà il meglio di sé, irradiando con la sua performance costante positività a tutte le migliaia di persone che sono venute a vederlo.
Due e quarantacinque, tanto dura il rito rock springsteeniano: “Questa sera prenderemo tutti i mali del mondo, la tristezza e la paura che sono là fuori e li scacceremo costruendo la casa del rock'n’roll”, grida lui, in piena fase sciamanica. Gli stessi fan con cui all’inizio può capitarti di avere un piccolo diverbio per il posto sotto il palco diventano i tuoi compagni, pronti a fare eco al Boss, il direttore d’orchestra di questa grande festa purificatrice.
Il concerto va avanti con brani come Atlantic City, This Hard Land (su richiesta), e la sempre struggente The River. A quel punto arriva il colpo di scena: in occasione del compleanno del “professore” Roy Bittan, l’uomo di Bruce al piano, qualcuno ha realizzato un cartellone con una bella donna e la scritta “Pretty Woman for Roy”… E allora Springsteen – dopo aver stabilito gli accordi velocemente con la band – intona il celebre brano di Roy Orbison, il punto più alto del concerto e uno dei momenti da ricordare dell’intero tour.
Il concerto si chiude sulle note di Dancing in the Dark, con cinquantamila persone che saltano di gioia, quasi a far venire giù l’intero stadio. La band viene travolta da una pioggia di applausi prima di uscire di scena: Monaco ha avuto la sua serata memorabile, ma per noi si tratta solo di un arrivederci.
Appuntamento la settimana prossima a Dublino con un doppio concerto alla RDS Arena.






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